Nei
pressi di Colle
Formale nel territorio di Giuliano Di Roma,
in località Valcatora, confinante con Villa Santo Stefano e Prossedi, qualcuno vuole costruire una discarica nella più incontaminata e particolare
zona della Valle dell'Amaseno.
Le ultime immagini della
Valcatora prima di essere sommersa dai rifiuti?
da:
di Frosinone
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Sabato 11 Gennaio 2003
ECCO IL PIANO DELLA PROVINCIA
Rifiuti, "Valcatora" fuori gioco
Valcatora (il sito più volte indicato come futura discarica
provinciale) può tirare un sospiro di sollievo. Giuliano di Roma, infatti, non è
incluso tra le aree idonee ad ospitare siti di smaltimento dei rifiuti. A
stabilirlo è il Piano provinciale dei rifiuti, il tanto atteso documento della
Provincia che, redatto sulla base delle indicazioni della legge regionale, ha il
compito di individuare le zone adatte ad ospitare discariche oltre che
programmare un gestione più completa ed efficiente dello smaltimento dei rifiuti
in provincia. Ma se per Valcatora il verdetto è chiaro, non è ancora possibile
stilare un elenco dei paesi interessati. Come spiega l’assessore provinciale
all’Ambiente, Antimo Simoncelli: «Il Piano è in una fase preliminare: al momento
sono state individuate delle macroaree che, sulla base dei criteri e dei
vincoli dettati dal decreto Ronchi e dal piano regionale, sono state suddivise
tra zone idonee e non idonee. Le macroaree al momento non escluse verranno
ulteriormente verificate e vagliate attraverso necessarie analisi sul posto fino
ad arrivare a stilare una rosa di siti da considerare "idonei" e quindi
utilizzabili. Quindi, dall’analisi macroscopica ora è necessario passare a
quella microscopica». In realtà la sovrapposizione dei diversi criteri porta ad
escludere circa l’90% del territorio provinciale. Sono due, comunque, le aree
che sembrano essere maggiomente interessate: la zona che da Anagni va verso il
nord della provincia e la zona del cassinate, da Roccasecca in giù.
Ma c’è un altro dato importante stabilito dal Piano e riguarda la raccolta
differenziata, vero elemento di punta del documento programmatico della
Provincia. «Il Piano dà indicazioni precise ai comuni sugli interventi da
mettere in campo, sull’organizzazione da adottare e sui mezzi da impiegare per
raggiungere nel 2006 una percentuale di raccolta differenziata pari almeno al
40% - spiega Simoncelli - i Comuni che non si adegueranno avranno una sanzione:
pagheranno dalle 30 alle 50 lire in più per ogni chilo di rifiuti conferito
all’impianto di riciclaggio Colfelice».
Mar.Fel.
Lunedì 16 Dicembre 2002
Verzaschi
«L’obiettivo? Creare il ciclo completo dei
rifiuti»
«Creare in Ciociaria un sistema funzionale di impianti nel ciclo
dei rifiuti, dalle isole ecologiche agli impianti di trattamento, fino a quelli
di compostaggio». E’ l’impegno dell'assessore regionale all'Ambiente, Marco
Verzaschi, che ha incontrato l'assessore all'Ambiente della Provincia di
Frosinone Antimo Simoncelli e il presidente del Consorzio tra i Comuni Basso
Lazio Cesare Fardelli.
«Con Simoncelli e Fardelli - prosegue Verzaschi - Abbiamo attentamente valutato
i vari aspetti riguardanti la questione rifiuti in provincia di Frosinone, in
particolare gli elementi emersi dall'incontro con i sindaci di Roccasecca, San
Giovanni e Colfelice rispetto alla discarica di Roccasecca, alla gestione
dell'impianto di trattamento e alle possibilità operative per uscire
realisticamente dalla situazione di emergenza». In particolare, ha spiegato
Verzaschi, «sono state impartite le necessarie disposizioni per gli
approfondimenti richiesti dai comuni interessati circa il sito di Roccasecca e
sono state avviate iniziative per il risanamento economico della gestione della
Reclas e l'adeguamento tecnico e organizzativo dell'impianto di smaltimento dei
rifiuti di Colfelice. Nello specifico - ha aggiunto l'assessore - saranno poste
allo studio iniziative per il dimensionamento del sistema di gestione dei
rifiuti ricorrendo, laddove possibile, anche a decentramenti per le diverse
funzioni».
Venerdì 20 Settembre 2002
Discarica provinciale/Bonelli (Verdi): Giuliano di Roma rischia
ancora
«Sogni tranquilli? Macché! Giuliano di Roma deve stare attenta
eccome». Angelo Bonelli, Capogruppo dei Verdi alla Regione, torna sull’ipotesi
di una futura discarica in località Valcatora (a Giuliano) e aggiunge:
«Abbiamo l’impressione che qualcuno non abbia ancora rinunciato a questo
progetto. Tra l’altro sappiamo che la società "Ells", proprietaria
dell’area di Valcatora, ha presentato in Regione, per la Valutazione d’Impatto
Ambientale, un progetto per la realizzazione di una discarica di prima
categoria». Da qui l’appello all’assessore regionale Marco Verzaschi a far
chiarezza sull’argomento. E quest’appello si aggiunge a quello dei sindaci
della Ciociaria che aspettano una decisione «definitiva e immediata» circa la
futura discarica provinciale. «E’ ben noto - osserva Cesare Fardelli,
presidente del Consorzio intercomunale - che l’attuale discarica di Sora, per
le ridotte dimensioni, avrà durata limitata nel tempo: e poi?» L’assessore
Verzaschi, dal canto suo, ha promesso l’individuazione della futura discarica
provinciale in tempi brevi. Eppure sono passati 2 anni da quanto se ne è
cominciato a parlare.
Martedì 17 Settembre 2002
Da ieri riattivata la discarica di Sora
Fardelli: «La Regione ha un mese
per indicare il futuro sito provinciale»
di PAOLO CARNEVALE
Sono arrivati ieri mattina a Sora, senza polemiche e senza le proteste
annunciate dagli abitanti della zona, i primi camion di sovvalli (rifiuti che
non puzzano, ultimo stadio della lavorazione di riciclaggio eseguita presso l’impianto
di Colfelice) nella discarica di Ara Frocella. Sul posto a sorvegliare il buon
andamento delle operazioni, c'era il sindaco di Sora, Francesco Ganino, che ha
vissuto le ultime settimane praticamente nell'occhio del ciclone, e il
presidente del Consorzio intercomunale, Cesare Fardelli.
Ganino ha giudicato positivamente la tranquillità della giornata di ieri.
«Significa - ha detto - che la gente di Sora ha capito che ho agito
nell'interesse di tutti. Anche le mie richieste di avere certificazioni precise
sulla durata della struttura e sulla bonifica del territorio, sono state un modo
per cautelarmi. Chiaramente, se ci dovesse essere qualcuno dall'altra parte a
non rispettare gli accordi presi, ci faremmo sentire». E se ieri mattina, il
consigliere dei Ds, Moreno Rotondi, esprimeva ancora dubbi (in base ad una
relazione del 2001 redatta dal geologo Marco Ferrante) sulla "tenuta"
del terreno, il primo cittadino, ha prontamente replicato: «Già nel mese di
giugno mi ero attivato per far conoscere alla Regione la situazione di
quell'area. Esiste anche una delibera di giunta, firmata all'epoca dallo stesso
Rotondi, che lo attesta. Come al solito - ha concluso Ganino - si cerca di
strumentalizzare una situazione molto seria».
Al tramonto, Cesare Fardelli era ancora sul sito, a Sora, e, visibilmente
soddisfatto ha commentato: «Malgrado gli attacchi anche questa volta abbiamo
garantito la continuità del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ora
aspettiamo che la Regione, così come da impegno sottoscritto, individui nel
giro di un mese la futura discarica provinciale». Quella di Sora, infatti,
avrà una durata limitata.
Martedì 27 Agosto 2002
APPELLO DEL PRESIDENTE CESARE FARDELLI ALLA REGIONE
«Ora serve un sito definitivo»
Mai incarico fu così delicato come quello che ha assolto, in
questi giorni, Cesare Fardelli, presidente del Consorzio dei Comuni del Basso
Lazio che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in tutta la
Ciociaria. E’ ancora vivo il ricordo dell’emergenza vissuta qualche anno fa
quando, per la mancanza di una discarica, l’immondizia fu portata fuori
provincia con aggravi dei costi (per il trasporto) del 20-25%. Costi,
ovviamente, pagati dai cittadini. Ebbene, Fardelli si è trovato, a dover sempre
garantire (pur tra mille difficoltà) il servizio, con la consapevolezza che nel
trovare la nuova discarica, la soluzione finale non avrebbe dovuto pesare sui
cittadini-utenti. «Già - spiega Fardelli - perché non va dimenticato che la
soluzione di Sora è comunque provvisoria. Per questo rinnovo il mio appello
alla Regione affinché individui, in maniera definitiva, un sito che sia a
servizio dell’impianto di smaltimento di Colfelice». E pensare che da un anno
e mezzo la Regione ha un elenco di una decina di siti (primo Giuliano di Roma,
secondo Sgurgola) idonei ad ospitare la futura discarica provinciale. Ma
nonostante decine di sondaggi, rilievi e analisi del terreno la soluzione
definitiva non arriva. Ed ecco che, esaurita la discarica (provvisoria) di
Frosinone si è passati a quella di Sora. «Una discarica, quella di Sora, che,
dopo gli accertamenti coordinati dalla Procura - osserva Cesare Fardelli -
garantisce oggi il totale rispetto delle norme. Un intervento, quella della
magistratura, che in fin dei conti è motivo di garanzia per gli abitanti della
zona e per gli stessi operatori che la utilizzeranno».
Mercoledì 14 Agosto 2002
SORA/SINDACO POLEMICO CON LA POLIZIA
Discarica, iniziata la bonifica
di PAOLO CARNEVALE
A Sora è iniziata la bonifica del sito che, per qualche mese, ospiterà i
sovvalli della Ciociaria (ossia i rifiuti inerti, residuo della lavorazione
eseguita presso l’impianto di riciclaggio di Colfelice).
Una bonifica che però porta con sé ancora polemiche legate alla particolare
"attenzione" con cui la polizia segue i lavori. Ieri mattina, infatti,
col permesso della Procura della Repubblica, è iniziata presso il sito di Ara
Frocella, l’operazione di bonifica di quella che già in passato è stata una
discarica. Eppure , verso l’una, si è presentata la polizia per contestare la
legittimità dell’operazione al responsabile della società Ambiente Spa,
Rodolfo Sperduti, che a Sora gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti.
Sperduti ha avuto il suo bel da fare per convincere le forze dell’ordine,
mostrando tutti i documenti relativi, che non stava facendo nulla di illegale.
Tanto è comunque bastato per rinfocolare le polemiche.
Nello specifico, in molti ieri hanno voluto vedere dietro l’intervento della
polizia un sintomo dell’interesse smodato verso il sito. A dirlo è stato il
sindaco di Sora, Francesco Ganino: «Questo tempismo nell’intervento delle
forze dell’ordine è davvero strano, spiegabile soltanto con tutto l’interesse
che qualcuno ha di soffiare su queste polemiche». Infine il sindaco ha spiegato
in cosa è consistito l’intervento di bonifica iniziato ieri: «Sono state
tagliate le erbacce che hanno provocato un innalzamento del livello del terreno
della discarica. Cosa questa che aveva provocato la fuoriuscita del famoso e
contestato liquido, che molti hanno definito percolato, ma che era solo acqua
piovana. In più sono stati riaperti i canali di scorrimento ai lati del sito
che si erano ostruiti con il passare del tempo».
Mercoledì 7 Agosto 2002
Sora disponibile ad ospitare la discarica provinciale per
tre-quattro mesi
Rifiuti, emergenza scongiurata
di PAOLO CARNEVALE
Sembra scongiurata una nuova emergenza rifiuti, in Ciociaria, grazie alla
disponibilità del sindaco di Sora per l’utilizzo della discarica di Ara
Frocella. Discarica che ospiterà i sovvalli (ossia i rifiuti inerti, già
trattati presso lo stabilimento di Colfelice) che oggi vengono portati nel sito
di via Le Lame , a Frosinone. Sito, però, ormai saturo.
L’utilizzo della discarica di Sora, comunque, sarà temporaneo (3-4 mesi) in
attesa che vada a regime il termocombustore di San Vittore che, a sua volta,
bruciando i sovvalli, chiuderà la fase di smaltimento dei rifiuti.
Della scelta di Sora se ne è parlato nell'incontro che ieri pomeriggio ha visto
a Roma protagonisti, tra gli altri, il sindaco di Sora, Ganino; il presidente
del Consorzio dei Comuni del Basso Lazio, Fardelli, ed il delegato
dell'assessore regionale all'ambiente Marco Verzaschi, geometra Nolasco. Scopo
della riunione, appunto, saggiare le possibilità, emerse nei giorni scorsi, di
utilizzare il sito di Ara Frocella a Sora ( una capienza stimata di circa 25.000
metri cubi) come sede temporanea dei rifiuti della provincia. Nolasco, nel corso
della riunione, ha illustrato a Ganino una lettera di Verzaschi il quale,
riferendosi alla zona in questione, ha parlato di «indifferibilità di una
bonifica preventiva del luogo». Che in ogni caso, ha detto ancora Verzaschi
nella sua lettera, «potrà essere utilizzato solo in forma del tutto
provvisoria».
«A questo punto, come Comune, ci muoveremo su due direttive - ha detto il
sindaco di Sora-: dapprima chiederò alla Regione di stabilire in pochissimo
tempo, diciamo 3-4 giorni, un progetto di massima che assicuri la bonifica della
zona, chiarisca i costi, gli investimenti, i tempi della operazione; poi vorrò
conoscere le opere compensative (ampliamento della rete del gas) strutture che
dovranno essere date in cambio alla città di Sora. Fatto questo, se tutto sarà
adeguato, sottoporrò il progetto alla popolazione, e solo con il gradimento di
quest'ultima darò il mio assenso».
Nel commentare questa vicenda, Ganino non ha mancato di stigmatizzare il
comportamento degli altri comuni ciociari. Nella fattispecie, di quei comuni
indicati a suo tempo come idonei per la realizzazione di una discarica
definitiva. Facendo capire in maniera chiara, che una struttura del genere è
comunque indispensabile per tutta la provincia, e dire solo di "no"
non può essere un atteggiamento maturo. «Il mio è stato un atto di buona
volontà perché nessuno, dico nessuno, dei 91 sindaci della provincia ha
accettato di dare la sua disponibilità. Ed allora, voglio dire, si facciano
avanti anche gli altri, perché il problema non finisce qui. La discarica di
Sora, se realizzata, durerà al massimo 3-4 mesi, e quello dei rifiuti è un
problema che va risolto in maniera definitiva».
Martedì 6 Agosto 2002
Sora/Il sindaco spiega le condizioni per accogliere i rifiuti
della Ciociaria
«La discarica? Si può fare»
«Per il progetto della discarica a Sora ho dato una mia
generica disponibilità. Riferita solo alla zona cittadina. E a determinate
condizioni. Comunque, subordinando tutto ad un referendum per il gradimento
popolare. Se qualcuno proverà a scavalcarci, sappia che siamo pronti anche a
stenderci per terra per bloccare l'arrivo delle ruspe». È con questa bellicosa
dichiarazione che il sindaco di Sora Francesco Ganino ha preparato il terreno
per l'incontro di stamattina in Regione Lazio, presente anche l'assessore
regionale ai lavori pubblici Francesco Aracri, per cercare di dipanare
l'intricata matassa relativa all'emergenza rifiuti in provincia di Frosinone. O,
per essere più chiari, per spegnere le polemiche succedutesi alla possibilità,
venuta fuori qualche giorno fa in un'altra riunione sempre in Regione, della
indicazione di Sora come centro alternativo in vista di una possibile esclusione
della zona della Valcatora. Sullo sfondo, l'avvicinarsi della scadenza della
proroga (31 agosto) concessa alla discarica di via Le Lame a Frosinone, che
rende tutto molto urgente.
Il sindaco Ganino (che ha presentato in Regione un progetto per bonificare la
discarica della sua città) precisa: «Ho solo detto, in quella sede, che potrei
ripristinare l'agibilità della discarica di Sora. Che però non sarà ampliata,
ma dovrà servire solo la zona specifica. È stato un atto di buona volontà,
soprattutto perchè l'emergenza rifiuti sta diventando pressante. Tra l'altro,
mi risulta che il sito della Valcatora sia sempre in prima posizione nelle
indicazioni per la creazione di una discarica. Se questa classifica dovesse
cambiare, qualcuno dovrebbe spegare il perchè. E nessuno provi a
strumentalizzare le mie affermazioni - ha concluso Ganino - Ogni decisione sarà
sottoposta a referendum, per stabilirne il gradimento. Altrimenti - ha ribadito
il primo cittadino - alzeremo barricate e ci butteremo per strada per impedire
ogni azione». L’opposizione è contraria: «Un progetto che Ganino pensa di
portare avanti da solo - afferma moreno Rotondi, Ds - senza alcuna condivisione
con l’intero consiglio comunale e una serena discussione con i cittadini»
Pa. Car.
Lunedì 5 Agosto 2002
Si sta valutando l’ipotesi di riutilizzare, ma solo
momentaneamente, alcuni siti dismessi
Discarica, è la settimana decisiva
di DOMENICO TORTOLANO
Torna l’incubo dell’emergenza rifiuti, in Ciociaria. La discarica
provinciale di sovvalli (i rifiuti inerti, ossia quel che rimane dopo il
trattamento presso lo stabilimento di Colfelice) in via le Lame a Frosinone è
ormai satura. E' quanto ribadito all'assessore regionale all'Ambiente, Marco
Verzaschi, dal presidente del Consorzio Basso Lazio di Colfelice, Cesare
Fardelli, in un vertice della settimana scorsa e quanto verrà riproposto nel
nuovo incontro alla Regione (previsto per le prossime ore) per cercare di
risolvere il problema rifiuti.
Il 31 agosto scade la proroga (concessa dalla Regione) per utilizzare la
discarica provvisoria del capoluogo, che è ormai piena. Ora è urgente trovarne
un'altra, provvissoria, in attesa che venga individuato un sito definitivo a
servizio dell'impianto di smaltimento dei rifiuti di Colfelice. Sarebbero state
individuate un paio di vecchie discariche (dismesse da anni) da bonificare, di
cui una a Sora nella zona San Vincenzo. Proprio per questa, infatti, il sindaco
di Sora ha presentato un progetto di bonifica che la Regione è pronta ad
approvare. «Non bisogna dimenticare - precisa il presidente del Consorzio tra i
Comuni del Basso Lazio, Cesare Fardelli - che le discariche dismesse, in
Ciociaria, sono ben 110. Dunque, tra di esse, una o più di una, potrebbero
essere individuate ma solo per un deposito provvisorio dei rifiuti».
A questo punto sembra lentamente tramontare la possibilità di realizzare a
Giuliano di Roma una discarica provinciale, con buona pace del comitato comunale
antiscarica sempre pronto a protestare contro l'insediamento a Valcatora.
«Abbiamo chiesto alla Regione - afferma il presidente del Consorzio Cesare
Fardelli - di trovare il sito definitivo in maniera urgente senza creare
problemi ai cittadini. L'emergenza è sempre dietro l'angolo se non si prendono
decisioni immediate e risolutive. Così come è urgente chiudere il capitolo dei
debiti pregressi». Debiti, va precisato, che risalgono al periodo 1996-2000,
quando il Consorzio era guidato da un commissario nominato dalla Regione.
Intanto a San Vittore del Lazio il termocombustore continua il rodaggio,
alimentato a gasmetano, mentre sarebbe imminente la prova con i rifiuti da
fuoco. Si parla di 300 tonnellate al giorno da bruciare per far smuovere i
potenti motori che produrranno energia elettrica. E con l’attivazione dell’impianto
di San Vittore si viene a chiudere il ciclo dei rifiuti che, dopo il trattamento
nello stabilimento di Colfelice, verrebbero bruciati, appunto, a San Vittore.
Contro l'attivazione del termocombustore, però, sono schierati gli
ambientalisti.
Mercoledì 31 Luglio 2002
L’emergenza rifiuti incombe in Ciociaria, chiesto un vertice
urgente
L’emergenza rifiuti incombe in Ciociaria e la Provincia
sollecita nuovamente la Regione a localizzare un sito per una discarica. Un
impianto che dovrebbe ospitare temporaneamente i rifiuti non riciclabili da
incenerire nel termocombustore di San Vittore.
Il 31 agosto prossimo, infatti, scadrà la proroga per l’utilizzo dell’impianto
di via Le Lame a Frosinone, ormai saturo, e non ancora non si è mosso nulla. Il
presidente della Provincia Scalia, quello del Consorzaio "Basso Lazio"
Fardelli e l’assessore provinciale Simoncelli hanno inviarto un telegramma all’assessore
regionale all’Ambinte Verzaschi per chiedere un incontro sul problema. Della
richiesta hanno informato anche il prefetto.
«Temiamo - dichiarano i tre amministratori - che la mancata individuazione
della discarica ci farà ricadere di nuovo in una situazione di emergenza. E per
questo che, da settimane ormai, stiamo sollecitando congiuntamente la Regione
Lazio. E’ necessario agire subito per non trovarci, tra un mese, ancora in
pieno periodo estivo, con una situazione rifiuti preoccupante e inaccettabile
anche dal punto di vista igienico».
Sabato 27 Luglio 2002
Intanto non c’è ancora alcuna alternativa alla discarica di
Frosinone che è ormai satura
Rifiuti, appello alla Regione
Fardelli: «Non si possono ignorare i debiti
per le crisi del passato»
di MARZIA FELICI
«Il Consorzio procede a gonfie vele. Abbiamo approvato tutti i punti all’ordine
del giorno, compreso il bilancio di previsione». Sintetizza così il presidente
del Consorzio "Basso Lazio", Cesare Fardelli, l’assemblea ordinaria
dell’ente da lui presieduto che si è tenuta nel pomeriggio di ieri. Il
Consorzio, infatti, avrebbe vita facile se non fosse per il pesante debito che
pesa sulle spalle dei 91 comuni aderenti. Un debito accumulato in seguito alle
continue emergenze che si sono verificate nel settore rifiuti tra il 1996 e il
2000 in Ciociaria. «Bisogna sanare questa situazione al più presto - spiega
Fardelli - ma non certo accollando questo debito ai comuni che fanno parte del
Consorzio. Infatti, anche se il nostro statuto prevede tale possibilità, la
difficile condizione economica che i comuni stanno vivendo in questo momento,
non può rendere percorribile questa ipotesi. È giunto il momento che la
Regione Lazio, così come ha già fatto la Provincia, preveda fondi a favore dei
Comuni in modo da poter far fronte a quel vecchio debito che, ricordo, non è
certo dovuto alla cattiva gestione dell’ente, ma solo al susseguirsi, in
questi ultimi anni, delle emergenze per la mancata individuazione di una
discarica di supporto all’impianto di Colfelice». E infatti, è proprio
questo il punto debole del sistema rifiuti nella nostra provincia. Le ordinanze
di emergenza hanno costi elevatissimi: nel 2001 per 40 giorni di discarica fuori
provincia sono stati spesi circa 2.500 milioni di lire in più rispetto a quanto
stabilito nella previsione relativa ai costi di gestione. È per questo che
Fardelli torna ad insistere sul tema dell’individuazione di una discarica
provinciale, ribadendo la posizione presa, la settimana scorsa, al convegno sui
rifiuti organizzato dalla Regione. «Basta con le ordinanze di emergenza -
afferma Fardelli - bisogna affrontare seriamente il problema rifiuti
individuando una volta per tutte la discarica definitiva. Il 31 agosto (termine
per l’utilizzo del sito di via le Lame, a Frosinone) è vicino e ancora non è
stata presa alcuna decisione». E proprio su questo argomento il presidente
Fardelli ha inviato, a nome della Reclas, società che gestisce l’impianto di
Colfelice per conto del Consorzio "Basso Lazio", un telegramma all’assessore
regionale Verzaschi, all’assessore provinciale Simoncelli e al prefetto di
Frosinone, in cui sollecita un intervento urgente per la risoluzione del
problema poichè «il sito di via Le Lame è ormai esaurito e si potrebbe
ricadere nell’ennesimo stato di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti».
Sabato 20 Luglio 2002
Mega convegno in Provincia/A giorni in funzione il
termocombustore di San Vittore, ma la discarica è ancora da trovare
Rifiuti: dopo i veleni, i sorrisi
Ciociaria da terzo mondo? L’assessore
regionale fa marcia indietro
di MARZIA FELICI
Il clima teso e polemico che si respirava nell’aria dopo le dure dichiarazioni
dell’assessore regionale all’Ambiente Marco Verzaschi sulla gestione del
problema rifiuti qui a Frosinone sono svanite in un attimo. Ci si aspettava uno
scontro diretto tra gli amministratori provinciali e l’assessore Verzaschi.
Invece, il convegno-fiume di ieri in Provincia ha deluso le
"aspettative". L’assessore Verzaschi, che solo pochi giorni fa aveva
accostato la nostra provincia ai paesi del terzo mondo in tema di smaltimento di
rifiuti, è arrivato a dire che la Ciociaria potrebbe essere la prima provincia
del Lazio a realizzare tutte le direttive del piano regionale per la gestione di
rifiuti da poco approvato. Frosinone quindi come modello per le altre province?
Sembrerebbe di sì anche se, nel depliant di presentazione del programma del
seminario il paragone con il "terzo mondo" appare fin troppo evidente.
E le autorità provinciali, pur evitando toni troppi polemici, hanno comunque
dato qualche frecciatina. «Il sistema di smaltimento rifiuti della nostra
provincia non è completo - ha affermato il presidente della Provincia Francesco
Scalia - abbiamo un impianto di preselezione dei rifiuti e un termovalorizzatore
che partirà a giorni, ma manca un piccolo tassello: la discarica provinciale. E’
solo questo che ci impedisce di essere all’avanguardia e che ci fa cadere nell’emergenza.
Da qui ad associarci al terzo mondo però mi sembra eccessivo e poco
veritiero». «Non siamo la provincia cenerentola nel settore rifiuti - ha
aggiunto l’assessore provinciale all’Ambiente Antimo Simoncelli - e questo
lo dimostra il Rapporto rifiuti del 2001 che ha riconosciuto che Frosinone può
essere un ottimo modello organizzativo per tutto il centro-sud». Ma aldilà di
qualche velata polemica, il convegno è filato liscio e se è servito almeno a
far sapere che il termovalorizzatore di San Vittore sta facendo le prove a
freddo e che partirà entro un paio di settimane, il che è stato molto
apprezzato dal ministro Marzano che vede nella crescita della
termovalorizzazione l’obiettivo da perseguire su scala nazionale, nulla di
nuovo è emerso sul fronte individuazione discarica provinciale. E questo ha
deluso i tanti cittadini di Giuliano di Roma che attendevano la parola fine al
pericolo della discarica a Valcatora. «Una discarica di supporto a Colfelice è
necessaria per portare a compimento il ciclo dei rifiuti - ha affermato l’assessore
Verzaschi - e per questo è necessaria la collaborazione dei comuni che devono
capire che, a conclusione del ciclo integrale, solo il 5% dei rifiuti andrebbe
in discarica». «Ma a che punto è l’individuazione della discarica?» ha
chiesto il presidente del Consorzio Basso Lazio Cesare Fardelli, ma la risposta
non c’è stata. A condividere le preoccupazioni di Fardelli anche l’ex
assessore all’Ambiente di Frosinone, Sandro Lunghi, che allerta: «Il 31
agosto è vicino e l’alternativa al sito di via Le Lame ancora non è stato
trovata». A giudicare, invece, l’attività dell’impianto di Colfelice ci ha
pensato ancora una volta Fardelli: «Eravamo il fanalino di coda del paese, ma
grazie all’attivazione di questo impianto nel ’96, siamo riusciti a
risolvere il problema delle troppe discariche comunali».
Lunedì 8 Luglio 2002
Rifiuti/Savo tranquillizza Valcatora
«Valcatora, a Giuliano di Roma, non corre alcun pericolo:
questa valle ha le stesse possibilità di tutti gli altri paesi della provincia
di ospitare la discarica». Così ha esordito il deputato di Forza Italia Benito
Savo al convegno promosso dal comitato anti discarica di Valcatora. «Posso
rassicurare tutti gli abitanti di Giuliano che i sovvalli non arriveranno mai a
Valcatora — continua Savo — ma che, al contrario, si sta procedendo all’individuazione
di nuove aree. Tale assicurazioni - ha aggiunto - le ho avute direttamente dalla
Regione».
Sabato 6 Luglio 2002
Giuliano/In attesa della risposta della Regione
Un convegno per dire no alla discarica a Valcatora
di MARZIA FELICI
La scadenza si avvicina e Valcatora torna a far sentire la propria voce.
Fino al 31 agosto, infatti, i sovvalli provenienti dall’impianto di
smaltimento dei rifiuti di Colfelice saranno "ospitati" nel sito di
via Le Lame, a Frosinone, ma poi cosa succederà? A chiederselo sono in molti
soprattutto a Valcatora, contrada di Giuliano di Roma già individuata in
passato come possibile area per l’insediamento della discarica definitiva. E’
scattato così di nuovo l’allarme tra i cittadini del paese che, mobilitandosi
per l’ennesima volta e lasciando da parte le manifestazioni di protesta, hanno
organizzato un convegno sul tema rifiuti che si terrà oggi pomeriggio, alle ore
18.30 proprio a Valcatora. «Il convegno, organizzato in collaborazione con l’associazione
Ambiente e Vita — spiega il comitato antidiscarica — vuole essere prima di
tutto una riflessione sul tema rifiuti partendo dalla vicenda di Valcatora. La
Regione, infatti, non ha ancora preso una decisione definitiva sulle sorti della
nostra valle. La valutazione di impatto ambientale, richiesta sei mesi fa,
ancora non è stata redatta e questo non fa che renderci molto preoccupati». Al
convegno di questo pomeriggio parteciperanno, oltre alle autorità locali, anche
la commissione Ambiente della provincia di Frosinone, l’onorevole Benito Savo
e alcuni rappresentanti dell’assessorato Ambiente della Regione Lazio.
Domenica 2 Giugno 2002
Colfelice/Fardelli: «L’assessore Verzaschi ha riconosciuto
come la situazione, nel resto del Lazio, sia ben più grave della nostra»
Mega lavori all’impianto di riciclaggio
Dalla Regione in arrivo un finanziamento di
circa sette milioni di euro
di DOMENICO TORTOLANO
L'impianto di smaltimento di rifiuti di Colfelice sarà potenziato e ammodernato
con un investimento di circa 7 milioni di euro (12 miliardi di vecchie lire). Lo
ha comunicato l'assessore regionale all'Ambiente, Marco Verzaschi, ai vertici
del consorzio del Basso Lazio nell'incontro avvenuto a Roma per esaminare la
situazione rifiuti in Ciociaria dopo le sollecitazioni del presidente dell'ente,
Cesare Fardelli. La provincia di Frosinone, secondo Verzaschi, ha meno problemi
delle altre province laziali, sia per l’impianto di Colfelice, sia per il
Termocombustore di San Vittore e sia per la discarica dei sovvalli che ormai è
prossima all’individuazione. E ha dato atto del buon lavoro svolto in
Ciociaria in tema di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Non a caso questo
finanziamento di 12 miliardi è stato concesso anche alla luce dei risultati
finora assicurati in Ciociaria. Al vertice romano erano presenti oltre a
Fardelli l'assessore provinciale all'Ambiente, Antimo Simoncelli, e i sindaci
Bernardo Donfrancesco di Colfelice, Franco Pirollo di San Vittore del Lazio,
Antonio Borsa di Castro dei Volsci, Antonio Corsi di Sgurgola, Antonio Cinelli
di Monte San Giovanni Campano, Benito Savo di Torrice, Francesco Ganino di Sora
e Bruno Scittarelli di Cassino.
Fardelli ha sollevato anche il problema dei debiti dell'ente che ammontano a
circa 24 miliardi di vecchie lire determinati dalle maggiori spese per il
trasporto e lo smaltimento dei rifiuti a Malagrotta e Colleferro nel periodo
dell'emergenza (quando cioè in Ciociaria non c’era alcuna discarica aperta).
Verzaschi ha assicurato che il ripianamento dei debiti potrà avvenire con gli
interventi di Regione e Provincia, senza pesare sulle casse dei comuni.
«L'incontro con l'assessore regionale- afferma Cesare Fardelli- è stato
certamente positivo poiché ci permette di guardare al futuro con maggiore
ottimismo. Le modifiche tecniche che apporteremo all'impianto (dal 1991 affidato
in gestione alla Reclas Spa) con il finanziamento della Regione serviranno a
velocizzare lo smaltimento dei rifiuti e a rendere l'impianto ancora più
sicuro. L’incontro con Verzaschi ha confermato quanto ho sempre detto e non mi
stancherò di ripetere: che un problema così delicato come quello dei rifiuti
si può risolvere solo se c’è massima armonia tra Regione, Provincia e
Consorzio dei Comuni».
L'avvio del termocombustore, poi, permetterà un notevole risparmio al Consorzio
che pagherà la lavorazione soltanto 40 lire al chilogrammo, ma 30 lire saranno
rimborsate dallo Stato. Attualmente va in discarica il 70% della spazzatura che
presto finirà nell'inceneritore. Ogni giorno arrivano a Colfelice, per essere
riciclati, circa 700 tonnellate di rifiuti raccolti negli 87 comuni consorziati.
Un nuovo incontro con l'assessore regionale Verzaschi è previsto a fine
settimana per definire il caso della discarica dei sovvalli per ora individuata
nel comune di Giuliano di Roma. I tempi stringono perché il 31 agosto scade la
proroga per la discarica di via Le Lame a Frosinone.
Lunedì 13 Maggio 2002
Ambiente, conferenza di Forza Italia
Rifiuti a Giuliano, l’assessore ammette:
nessuna alternativa
di RAFFAELE CALCABRINA
«No alla discarica di Giuliano di Roma e sì al commissariamento del Consorzio
del Basso Lazio». Con queste richieste, fatte dall'onorevole Benito Savo
all'assessore regionale all'Ambiente Marco Verzaschi, è iniziata la conferenza
su "Frosinone: una città da pulire", organizzato da Forza Italia.
«Il consorzio del Basso Lazio ha debiti per oltre 30 miliardi di lire per
questo va commissariato». Verzaschi che era giunto a Frosinone per parlare di
aria e di inquinamento («Secondo uno studio dell'Arpa Frosinone è il capoluogo
laziale più inquinato», dirà più tardi l'assessore) si vede costretto a
replicare. «Innanzitutto prendiamo atto che non esiste più una maggioranza nel
Cda della Reclas per le dimissioni di oltre la metà dei consiglieri - dice
Verzaschi -. Quanto al consorzio è evidente che i conti non tornano: se non ci
sarà chiarezza nella gestione la Regione sarà costretta a operare dei
cambiamenti profondi».
Ad agosto scade la proroga per l'utilizzo della discarica di Frosinone di via Le
lame. Possibile che ancora non ci siano certezze sul sito definitivo per la
discarica provinciale? «Per prima cosa va sgombrato il campo da tutti gli
equivoci - risponde Verzaschi - la Regione non ha studiato alcun sito. La scelta
di Giuliano è frutto del lavoro della commissione tecnica della Provincia. Noi
abbiamo chiesto che si formasse una nuova commissione, che, è bene ricordarlo,
è sempre istituita e presieduta dalla Provincia. Alla Regione compete solo
verificare l'idoneità del sito. E proprio in tal senso nella conferenza dei
servizi del 17 gennaio abbiamo chiesto al ministero la valutazione di impatto
ambientale, che stiamo ancora attendendo». Insomma sarà Giuliano a ospitare la
discarica o no? «Senza valutazione d'impatto ambientale non posso dirlo.
Comunque se la Provincia non fa quello che deve fare, interverrà la Regione».
Esiste un'alternativa a Giuliano? «No. Al momento non esistono altri
progetti».
Il candidato a sindaco della Cdl, Nicola Ottaviani, prende la palla al balzo per
attaccare la giunta Marzi. «Sono i dati scientifici a dire che in quattro anni
si è fatta una cattiva amministrazione in campo ambientale - dice Ottaviani -.
Abbiamo registrato la latitanza dei Verdi, che si definiscono gli unici
ambientalisti, penso ad esempio alle lenzuola bianche che si stendevano sui
balconi quando c'era la vecchia giunta Fanelli e che con Marzi non sono più
stati riproposti per dimostrare l'inquinamento della città. Penso anche alla
Villa comunale, che per noi è solo un enorme ristorante, per la quale solo
dieci giorni fa è stato predisposto un bando di gara per il verde che ammonta a
2,4 miliardi di lire».
Sabato 6 Aprile 2002
Fardelli: «Ora la Ciociaria è all’avanguardia in Italia
nello smaltimento dei rifiuti»
Via libera al termocombustore
di DOMENICO TORTOLANO
Via libera dell'amministrazione provinciale al termocombustore di San Vittore
del Lazio che ha autorizzato l'attivazione con un proprio provvedimento su
delega della regione Lazio che il 16 gennaio scorso aveva approvato lo stralcio
del piano di gestione dei rifiuti per il solo impianto cassinate. Con questo
atto viene posta la parola fine alla telenovela dei rinvii dell'avvio
dell'inceneritore e delle proroghe della discarica la cui saturazione spesse
volte in questi anni ha fatto scattare l'emergenza rifiuti nei comuni ciociari.
L'inceneritore era stato già autorizzato dal ministero dell'ambiente nel 1997
ma l'atto era stato impugnato davanti al Tar del Lazio dai comuni confinanti e
dai vari comitati cittadini e successivamente in appello al Consiglio di Stato.
Soddisfatto del provvedimento l'amministratore delegato della società Eall di
Orvieto, Lamberto Custodi, che ha costruito per una spesa di circa 60 miliardi
di vecchie lire il termocombustore, il quale ha annunciato l'avvio entro giugno.
L'inceneritore funzionerà con l'80 per cento del combustibile cdr proveniente
dall'impianto di riciclaggio di Colfelice che smaltisce la spazzatura dei comuni
ciociari, circa 600 tonnellate al giorno. Il restante 20 per cento dei rifiuti
inerti e non maleodoranti ( i sovvalli) andranno nella discarica che è in corso
di individuazione. Attualmente gli scarti di lavorazione vanno nella discarica
di via le Lame a Frosinone fino al 31 agosto secondo l'ultima proroga.
«Attuando il ciclo completo dello smaltimento dei rifiuti con gli impianti di
Colfelice e san Vittore del Lazio e della discarica - afferma il presidente del
Consorzio del Basso Lazio, Cesare Fardelli- la provincia di Frosinone in questo
settore si pone all'avanguardia a livello nazionale. Ora la Regione Lazio deve
provvedere subito a risolvere il problema dell'ubicazione della discarica che
serve anche se viene attivato l'inceneritore. Gli appelli lanciati a nome del
Consorzio in questi mesi stanno dando i frutti». Il termocombustore a sua volta
produrrà energia elettrica (10 mw) che sarà rivenduta dalla Eall all'Enel o ad
altre aziende produttrici. Benefici sono previsti,inoltre, per il Comune di San
Vittore del Lazio per aver ospitato il megaimpianto.
Domenica 10 Marzo 2002
Patrica/Il sindaco: consiglio straordinario
«Comunità montana contro la discarica a
Valcatora»
Nella nostra provincia non si riesce a risolvere l'annoso
problema della discarica provinciale che dovrà raccogliere i rifiuti
provenienti dallo stabilimento di smaltimento di Colfelice, malgrado da diverso
tempo sia stato localizzato il sito dove dovrà sorgere la futura discarica, in
località Valcatora nel territorio del comune di Giuliano di Roma. A scendere in
campo stavolta è il primo cittadino di Patrica (comune confinante con Giuliano
di Roma) Stefano Belli. Quest'ultimo invita il presidente della XXI comunità
montana Cesare Colafranceschi a prendere le dovute iniziative. Così Stefano
Belli: "Chiedo a tutta la comunità montana di poter indire al più presto
un consiglio straordinario per discutere in modo civile, fuori dalle logiche
partitiche, di un grave problema che deve far sì venga affrontato insieme,
maggioranza ed opposizione. Chiedo poi di inserire la possibilità di un
eventuale finanziamento di 2500 euro da destinare al comune di Giuliano di Roma
i quali serviranno per cercare di scongiurare la realizzazione di questa
discarica. Consapevole delle difficoltà delle mie richieste, continuo a credere
che, se c'e' la voglia di tutti, questo enorme sforzo sarà possibile
realizzarlo".
E. Pap.
Sabato 2 Marzo 2002
EMERGENZA RIFIUTI
Appello di Scalia a Storace
Formisano: pronti a riunirci attorno allo
stesso tavolo
di DIANA ISABELLI
«I rifiuti? Sto scrivendo proprio in questo momento al governatore del Lazio,
Francesco Storace, per la convocazione di un tavolo Provincia-Regione». Il
presidente dell’amministrazione provinciale, Francesco Scalia ha dunque
accolto in pieno la proposta del presidente del Consorzio "Basso
Lazio", Cesare Augusto Fardelli, che giovedì aveva chiesto l'istituzione
di un tavolo di confronto tra Regione ed Amministrazione Provinciale per
definire «quali dovranno essere le linee guida da seguire per la raccolta e
smaltimento dei rifiuti, nonché per coprire i debiti accumulati durante la
gestione del servizio». Storace e Verzaschi hanno infatti autorizzato
l'ennesima proroga (della durata di 6 mesi, fino al 31 agosto) per l'utilizzo
della discarica di Via Le Lame, a Frosinone, come deposito dei sovvalli
provenienti dall'impianto di stoccaggio di Colfelice. «Ma questa proroga non
giova al problema - aveva ribattuto Fardelli- Servono decisioni precise e
definitive». Da qui la proposta del tavolo Provincia-Regione. «Mi faccio
certamente promotore dell'appello di Fardelli - afferma Scalia - Resta però il
fatto che è la Regione a dover decidere. Comunque noi non staremo con le mani
in mano».
Anche dalla Regione arrivano consensi ed adesioni alla proposta di Fardelli.
L'assessore regionale Anna Teresa Formisano ha aggiunto: «E' un incontro
necessario. Sono sicura che l'appello sarà raccolto anche da Verzaschi, che ha
tanto a cuore la provincia. Bisogna incontrarsi con i responsabili provinciali e
regionali per trovare al più presto una soluzione definitiva». Si aspettava
una ulteriore proroga? «C'era e c'è una situazione di emergenza, quindi era
ipotizzabile una tale decisione». Secondo lei come finirà questa storia? «Ci
vorrebbe una palla di vetro» conclude la Formisano.
Intanto la "soluzione tampone" (così Fardelli ha definito la proroga
regionale) comporterà l'avvio di una serie di lavori, nel sito di Via le Lame,
per ampliare l'area del deposito. Per la discarica individuata a Giuliano di
Roma, invece, continuano le verifiche sull’impatto ambientale.
Venerdì 1 Marzo 2002
FROSINONE, VIA LE LAME
Discarica, nuova proroga di sei mesi
di MARZIA FELICI
Continua l'odissea dei rifiuti nella
nostra provincia. Anche questa volta a farne le spese è il comune di Frosinone.
La Regione Lazio, infatti, in attesa della decisione finale sulla discarica
definitiva da realizzare a Giuliano di Roma, ha autorizzato, per la terza volta,
una proroga per l'utilizzo del sito di via le Lame come deposito per i sovvalli
provenienti dall'impianto di stoccaggio di Colfelice. L'utilizzo del sito di
Frosinone, questa volta, ha una durata di sei mesi (fino al 31 agosto). Inoltre
l'ordinanza della Regione autorizza il completamento finale del sito di via le
Lame, che, ormai saturo, necessita di lavori di ampliamento. Ma come è stata
presa la notizia dell'ennesima proroga dagli amministratori del capoluogo? «Era
nell'aria - risponde l'assessore comunale all'Ambiente Sandro Lunghi - ce lo
aspettavamo da giorni. Purtroppo, ancora una volta, saremo costretti a
sopportare tutti i disagi che un sito adibito a deposito di sovvalli comporta.
Non mi sembra giusto che si continui a sfruttare Frosinone solo perchè ha un
sito che può essere considerato adatto allo scopo. Bisogna anche rendersi conto
che siamo arrivati ad una condizione di saturazione e le autorità competenti
dovrebbero prenderne atto. Non possiamo continuare a fare sacrifici per tutta la
provincia». Arrivati a questo punto cosa avete intenzione di fare? «Faremo
ricorso al Tar - risponde Lunghi - augurandoci che questa sia veramente l'ultima
proroga. Fino ad oggi Frosinone ha mostrato un grande senso di civiltà rispetto
agli altri paesi coinvolti nella vicenda. Non abbiamo mai minacciato blocchi,
manifestazioni, proteste». Soddisfatto dell'ordinanza, ma non troppo, è Cesare
Fardelli, presidente del Consorzio "Basso Lazio": «Ringrazio la
Regione per la proroga, ma è importante ricordare che è uno strumento utile
solo per tamponare una situazione di emergenza che in provincia di Frosinone va
avanti da anni. Le proroghe, purtroppo, non risolvono il problema di fondo. La
Ciociaria ha bisogno di soluzioni chiare e rapide - continua Fardelli - per
questo è necessario che il piano dei rifiuti, approvato dalla giunta regionale,
passi in Commissione e possa essere esaminato dal consiglio regionale al più
presto. Per lo stesso motivo, sollecito tutti gli amministratori che, per il
ruolo ricoperto a livello provinciale e regionale, sono coinvolti nella gestione
del problema rifiuti, ad istituire un tavolo allargato per definire, una volta
per tutte, delle linee guida chiare, univoche e definitive da seguire in materia
di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ma anche per l'individuazione della
futura discarica provinciale. Ritengo che sia un incontro importante e
necessario per il nostro territorio e spero che il presidente della provincia si
faccia promotore di questa iniziativa».
Martedì 26 Febbraio 2002
Cesare Fardelli: «Il sito del capoluogo può essere utilizzato
per non più di quattro mesi. Ora servono decisioni chiare»
Rifiuti, oggi la nuova proroga
Fino a giugno sarà utilizzata la discarica
di via Le Lame, a Frosinone
di GIAMPAOLO RUSSO
Rifiuti: la Regione non decide e la discarica di via Le Lame, a Frosinone
continuerà a ricevere i sovvalli (l’immondizia trattata presso l’impianto
di smaltimento di Colfelice) in via Le Lame, a due passi dal centro commerciale
Le Sorgenti. Oggi il presidente della Regione Francesco Storace firmerà la
proroga dell'ordinanza che scade giovedì e che sarà valida per altri quattro
mesi.
Siamo così alla terza proroga da parte della Regione che, se si vanno ad
aggiungere alle ordinanze emesse precedentemente dalla Provincia, si tocca quota
cinque. «Si tratta di un provvedimento provvisorio - fa sapere l'assessore
regionale all'ambiente Marco Verzaschi - in attesa che venga ultimata la pratica
dell'impatto ambientale relativa alla futura discarica provinciale individuata a
Giuliano di Roma. Sui tempi di questi accertamenti, però, non posso essere
preciso, di certo occorreranno altri mesi».
Ma il sito di via Le Lame è in grado di ospitare ancora rifiuti? «Ad oggi no,
in quanto la discarica è satura - risponde Cesare Fardelli presidente del
Consorzio Basso Lazio -. Nel momento in cui la Regione ci comunicherà
l'ufficialità del provvedimento dovremmo eseguire alcuni lavori per rendere il
sito fruibile. Una cosa è certa: questa discarica può ospitare rifiuti per
altri tre-quattro mesi al massimo. Poi sarà necessario trovare altri siti (e
andando fuori Regione i costi, per il trasporto, inciderebbero di un buon 20%,
ndR). Una cosa è certa - conclude Fardelli - su questa lunga ed estenuante
vicenda si è fatto un gran polverone. E la Ciociaria, oggi, ha bisogno di
certezze». Il nodo della questione è uno solo: il via libera, o meno, alla
realizzazione della discarica a Giuliano di Roma. Senza il nulla-osta
sull'impatto ambientale la situazione resterà sempre confusa. «Ma questa nuova
proroga - si chiede il presidente Cesare Fardelli - serve per risolvere il
problema o è solo un modo per tamponare un'emergenza? E’ fin troppo evidente
che tutta la provincia ha bisogno di soluzioni chiare e, soprattutto, rapide».
«Noi - dichiara l'assessore provinciale all'ambiente Antimo Simoncelli - quasi
ogni giorno facciamo pressioni presso la Regione affinchè trovi una soluzione
al problema. Il fatto che non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione a due
giorni dalla scadenza dell'ordinanza ci preoccupa». E questa mancanza di
chiarezza da parte della Regione non giova certo alla Ciociaria.
Domenica 17 Febbraio 2002
Discarica, sit-in in Provincia
Il comitato antidiscarica a Valcatora (Giuliano di Roma) ha ha
protestato civilmente ieri mattina a Frosinone davanti al Palazzo della
Provincia. I contestatori non erano tantissimi, ma erano molto determinati. Si
contesta la graduatoria provinciale secondo cui il sito avrebbe i parametri
migliori rispetto ad altri individuati dalla commissione. Carte alla mano
smentiscono questi dati e chiedono alla Provincia di rivedere la decisione.
Meglio del sito di Giuliano ci sarebbero quelli di Sgurgola e Paliano. La
battaglia sarà lunga. Intanto si avvicina la scadenza della proroga per la
discarica di Frosinone e nè la Provincia, nè la Regione, hanno ancora deciso
dove finiranno i rifiuti dopo il 28 febbraio.
Venerdì 18 Gennaio 2002
VALCATORA
Discarica, nuovo rinvio in Regione
Dopo la sospensione della scorsa settimana, la conferenza dei
servizi prevista per questa mattina in Regione è stata di nuovo rimandata.
Questa volta il motivo è stata la richiesta da parte di un dirigente della
Regione di una valutazione di impatto ambientale del progetto di discarica da
approvare. La conferenza è infatti una delle riunioni previste per
l'approvazione di uno stralcio del piano regionale dei rifiuti necessario per
decidere la realizzazione di una discarica di 1^ categoria a Giuliano di Roma,
in località Valcatora. Come spiega Giulio Lampazzi, consigliere di minoranza
del comune di Giuliano: «Non sappiamo la data del prossimo incontro perché,
finchè non sarà disponibile questa valutazione, non sarà possibile riunirsi
di nuovo». Intanto questa mattina circa 100 persone sono partite da Giuliano di
Roma e, davanti alla Regione, hanno manifestato il proprio dissenso nei
confronti dell'approvazione de progetto di discarica.
Ma. Fe.
Giovedì 17 Gennaio 2002
Discarica di sovvalli a Giuliano di Roma
Valcatora, interviene
la Provincia di Latina:
«Scelta illegittima»
di MARZIA FELICI
Nelle critiche mosse dal comune di Giuliano di Roma al procedimento adottato
dalla Regione Lazio riguardo all'iter di individuazione dei siti di discarica,
interviene anche la provincia di Latina. In attesa della conferenza dei servizi
di oggi, prima riunione di una lunga serie di incontri che dovrebbero portare
all'approvazione di uno stralcio del piano regionale dei rifiuti e quindi alla
decisione di realizzare una discarica a Valcatora, le accuse fatte da Giuseppe
Maselli, consigliere dell'amministrazione provinciale di Latina, risultano
essere particolarmente pesanti: «Prima di tutto è necessario chiudere il
procedimento in atto per Valcatora e avviare una nuova procedura per
l'individuazione di siti adatti per la realizzazione di una discarica seguendo
l'iter di legge previsto in materia. Infatti la decisione della provincia di
Frosinone di realizzare una discarica di 1^ categoria a Valcatora - spiega
Maselli- è chiaramente illegittima prima di tutto per motivi formali e per
carenze procedurali. L'iter procedurale seguito, oltre ad essere carente dal
punto di vista dell'imparzialità nei rapporti con interessi privati e nella
tutela degli interessi della collettività, è del tutto illegittimo perchè non
fa riferimento alle disposizioni di legge esistenti in materia. La Regione, da
parte sua, pur sforzandosi di dare alla procedura un aspetto più conforme alla
legislazione corrente in materia, nell'organizzare la conferenza dei servizi ha
evitato di coinvolgere enti ed autorità coinvolti nella decisione come
Soprintendenza Archeologica, Autorità dei Bacini regionali…». Definendo
"incredibile e casareccia" la scelta del sito di Valcatora da parte
della provincia di Frosinone, Maselli afferma che «probabilmente è stata
l'emergenza rifiuti a portare a decisioni affrettate in materia che,
probabilmente, sono anche illegittime». Il comune di Giuliano di Roma, tentando
di opporsi alla decisione della Provincia ed ora della Regione Lazio, aveva
insistito sulle caratteristiche idro-geologiche del territorio. «Non si capisce
in che modo e sulla base di quali elaborazioni la Regione abbia considerato
irrilevanti le obiezioni del comune di Giuliano- continua Maselli- la tutela
delle risorse ambientali e idriche, ma anche dei reperti archeologici della
zona, impongono di opporsi ad una scelta sbagliata fin dall'inizio».
Giovedì 17 Gennaio 2002
San Vittore/Dopo il via libera del Consiglio regionale, il
termocombustore pronto ad entrare in funzione
«Inceneritore al via in primavera»
L’amministratore delegato della Eall: l’impianto
non inquina l’aria
di DOMENICO TORTOLANO
«Le emissioni nell'atmosfera saranno controllate 24 ore su 24 con dati che
saranno resi noti a tutti in base al protocollo d'intesa che sarà firmato con
l'Asl, la regione e la provincia». Lo afferma l'amministratore delegato
Lamberto Custodi della società Eall di Orvieto che ha realizzato a San Vittore
del Lazio il termocombustore che l'altro ieri ha avuto il via libera dal
consiglio regionale del Lazio all'attivazione dopo una serie di rinvii per i
ricorsi degli ambientalisti. «L'impianto - spiega- è stato costruito secondo
le leggi europee in materia ambientale e non potrà nuocere agli abitanti dei
territori circostanti. Noi siamo pronti per l'avvio della struttura che potrà
risolvere in via definitiva i problemi dello smaltimento dei rifiuti in
provincia. La decisione della regione Lazio mi è sembrata adeguata ed idonea
alle esigenze del territorio». Il termocombustore, costato 60 miliardi di lire,
dopo un periodo di rodaggio, è ora nella fase cosiddetta di conservazione ma
pronto a bruciare il cosiddetto "cdr", il combustibile derivato dallo
smaltimento dei rifiuti che avviene nell'impianto di Colfelice che ricicla la
spazzatura dei comuni ciociari. «Non appena- aggiunge Lamberto Custodi-
riceveremo la delibera consiliare saranno stabiliti i tempi di avvio e le prove
da effettuare». I motori potrebbero essere avviati entro marzo bruciando subito
200 tonnellate di cdr al giorno derivate dalle 500 tonnellate di rifiuti che
vengono depositate dai camion nella struttura di Colfelice. A sua volta il
termocombustore produrrà 10 Mw elettrici all'anno che saranno rivenduti all'Enel
o ad altre aziende del settore. Secondo la delibera del consiglio regionale
dovranno essere effettuate la valutazione d'impatto ambientale e la
certificazione delle emissioni in atmosfera. Hanno votato a favore 33
consiglieri regionali sia della maggioranza di centrodestra che del
centrosinistra mentre contro Bonadonna e Rea di Rifondazione comunista e il
verde Bonelli. Dopo il varo da parte della Regione dell'impianto di san Vittore
del Lazio gli ambientalisti e il comitato di protesta hanno subito annunciato un
nuovo ricorso al Tar ma anche una eventuale denuncia penale nei confronti dei 33
consiglieri regionali che hanno votato a favore della delibera. «I legali -
afferma Francesco Giangrande alla Uil- stanno esaminando l'eventualità di
ricorrere a tutti i livelli contro tale delibera che è illegittima in presenza
di una sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto le nostre richieste.
L'impianto non ha le autorizzazioni necessarie». L'amministratore delegato
della Eall, Lamberto Custodi, ci tiene, invece, a sottolineare che al di là
delle motivazioni politiche dei ricorrenti il termocombustore è stato costruito
per risolvere i problemi dell'ambiente. «Le procedure seguite- osserva- sono
regolari e compatibili con le leggi nazionali ed europee e mi meraviglia il
fatto che il comitato di protesta continui ad attaccarsi alle autorizzazioni che
ci sono tutte. Gli ambientalisti fomentano paure nella gente per rischi
inesistenti. Con l'avvio dell'impianto il costo della raccolta e dello
smaltimento della spazzatura sicuramente sarà ridotto per i comuni e per gli
utenti». Ora a completare il ciclo manca la discarica definitiva per i sovvalli
che fino al 28 febbraio potranno essere depositati ancora nel sito di via le
Lame.
Mercoledì 16 Gennaio 2002
Termocombustore a San Vittore, via libera dalla Regione
Il Consiglio regionale del Lazio ha detto sì al termocombustore
di San Vittore (Frosinone) approvando in serata una delibera che in sostanza
anticipa il Piano regionale dei rifiuti. «Riparte l' iter di sperimentazione di
questo impianto - ha detto l' assessore all' ambiente Marco Verzaschi - Il
provvedimento vuole dare una risposta all' emergenza rifiuti a Frosinone in
quanto si è esaurita la discarica di Pontecorvo». Si prevede che saranno
effettate la valutazione di impatto ambientale e la certificazione delle
emissioni in atmosfera. Il provvedimento è stato criticato da alcuni abitanti
della zona che oggi hanno organizzato una manifestazione davanti alla sede del
Consiglio Regionale. Inoltre sulla discarica di Valcatora i Verdi fanno sapere
che s nella conferenza dei servizi convocata alla Regione Lazio per giovedì e
venerdì verrà approvata, su proposta del comitato tecnico scientifico, la
costruzione della discarica provinciale di Giuliano di Roma, gli ambientalisti
manifesteranno
Sabato 12 Gennaio 2002
Rifiuti/Per definire la futura discarica
Conferenza dei servizi,
rinvio di una settimana
E’ stata rimandata alla settimana prossima la conferenza dei
servizi, relativa alla futura discarica provinciale, prevista per ieri presso la
Regione Lazio. La causa dello slittamento è stata la mancanza di alcuni pareri
necessari per prendere la decisione finale. Infatti la conferenza in questione,
a cui partecipano tutti gli enti istituzionali interessati al problema rifiuti(
Asl, Provincia, Regioni e Comuni) è una della riunioni previste per l’iter di
approvazione del progetto di discarica a Valcatora, contrada di Giuliano di
Roma. Come spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Antimo Simoncelli:«
Bisogna affrettare i tempi perchè siamo arrivati alla saturazione completa
della discarica di Frosinone, in via Le Lame. Il 28 febbraio è vicino e non
possiamo più evitare il problema con nuove proroghe: dobbiamo predisporre un
nuovo sito perchè, per quella data, dobbiamo necessariamente avere una
struttura adeguata. Mi auguro - conclude Simoncelli - che l’iter di
approvazione proceda in modo spedito e che la prossima settimana sia possibile
riunirsi ».
E il presidente del Consorzio del Basso Lazio, Cesare Fardelli aggiunge: «Il 28
febbraio rappresenta per noi una data essenziale. Non possiamo farci trovare
impreparati. Ecco perché non mi sforzo mai di ripetere che ognuno, per la parte
di propria competenza, deve accelerare i tempi per definire, una volta per
tutta, l’intera questione».
Mercoledì 9 Gennaio 2002
No alla discarica a Valcatora, domani protesta a Roma
Il Comitato antidiscarica di Valcatora ha inviato un esposto
alla Corte dei conti denunciando la presunta illegittimità delle spese
sostenute per l’iter burocratico che ha portato Giuliano di Roma alla vetta
della classifica delle possibili discariche provinciali. «Si tratta di
centinaia di milioni - si legge nel comunicato - che sono serviti a mantenere in
vita procedure finalizzate a realizzare interessi dell’"amico degli
amici" senza tenere in alcun conto la salute pubblica. Inoltre, vogliamo il
parere della Corte anche su alcune documentazioni che non sarebbero pervenute a
chi doveva acquisirle. Per questo domani terremo una manifestazione pacifica all’esterno
degli uffici regionali della Capitale, in concomitanza con la conferenza di
servizi convocata dalla Regione sul caso-Valcatora. Alla manifestazione
parteciperanno i cittadini di Giuliano di Roma, Villa Santo Stefano, Prossedi,
Amaseno, Morolo e Sgurgola».
Sabato 15 Dicembre 2001
Rifiuti, nuova proroga per Frosinone
Discarica, la Regione
ordina: aperta
fino a febbraio
La discarica di Frosinone non sarà chiusa. Anzi, continuerà ad
ospitare rifiuti per altri due mesi e mezzo, fino al 28 febbraio 2002. Il
presidente della Regione, infatti, ha firmato ieri mattina la proroga che
autorizza il deposito dei sovvalli (l’ultimo stadio della trasformazione dei
rifiuti messa a punto nell’impianto di Colfelice) presso l’impianto di via
Le Lame, nel capoluogo (a due passi dal centro commerciale Carrefour).
«Ringrazio il presidente della Regione, Francesco Storace e l’Assessore all’Ambiente,
Marco Verzaschi, per la sensibilità che hanno
dimostrato nell’affrontare il "caso Ciociaria" - ha dichiarato
Cesare Fardelli, presidente del Consorzio intercomunale "Basso Lazio"
che garantisce il servizio in quasi tutta la Ciociaria -. Spero, ora, che questa
proroga possa consentire agli uffici regionali di definire, in maniera chiara,
trasparente e definitiva, l’individuazione del sito che, in futuro, dovrà
ospitare la discarica provinciale dei sovvalli».
Sorpreso da questo proroga?
«In verità- aggiunge il presidente Cesare Fardelli - nei giorni scorsi io e i
tecnici della Regione avevamo eseguito dei sopralluoghi presso l’impianto di
via Le Lame, a Frosinone, verificando la capacità del sito stesso di ospitare i
sovvalli sino a fine febbraio. Sono certo che da oggi al 28 febbraio si
giungerà ad una soluzione positiva dell’intera questione. Anzi, tra Consorzio
del Basso Lazio e assessorato regionale si sta raggiungendo un’unità di
vedute per cui sono fiducioso sulla conclusione del nostro lavoro. Lo stesso
assessore Verzaschi ha piu’ volte precisato che la Regione vuole assumersi le
proprie responsabilità ma dopo aver, giustamente, verificato l’esistenza di
tutte le condizioni per aprire una discarica».
Venerdì 14 Dicembre 2001
SAN VITTORE
Il termocombustore verso l’apertura,
Rifondazione: continueremo a opporci
L’assesore regionale Marco Verzaschi ha promesso di riaprire
il termocombustore di San Vittore. Ieri, in commissione urbanistica, la proposta
però non è passata. «Abbiamo sventato il tentativo della giunta Storace di
annullare, con una proposta di delibera, chiamata "Piano stralcio dei
rifiuti" una sentenza del Consiglio di Stato che impedisce l’attivazione
del termovalorizzatore di San Vittore - dice Salvatore Bonadonna capogruppo di
Rifondazione -. Il piano non c’è e pretendono di far passare un provvedimento
di sanataria con il nome di piano di stralcio. Sappiamo bene che ci
riproveranno, ma intanto vogliamo richiamare l’attenmzione sul problema».
È polemica anche fra Frosinone e Giuliano di Roma. Non sono piaciute ai
politici giulianiesi le affremazioni del sindaco del capoluogo Marzi e dell’assessore
Lunghi che invitavano la Regione a rispettare la scelta della commissione
tecnica che ha individuato in Valcatora la nuova discarica provinciale. «Per
legge nessuna nuova discarica può essere allestita ove manchi il piano
regionale dei rifiuti - dicono gli espnenti dell’Ulivo di Giuliano -. La colpa
della Regione non sta "nell’essersi fermata" per le manifestazioni
di chi a Valcatora "non gradiva una discarica a qualche chilometro dalla
propria abitazione", ma nel non avere ancora il piano». L’assessore
«Non capisco: Giuliano non va bene, mentre Frosinone sì. Non ce l’ho con
Giuliano, chiedo il rispetto del verdetto della commissione tecnica». La
Regione sotiene che i rtitardi sono della Provincia. «Sono scuse puerili. Sono
cinque mesi che dormono. Dovevano pensarci prima, al momento della nuova proroga
per via Le Lame, e non certo ora».
Venerdì 14 Dicembre 2001
Frosinone, rifiuti a via Le Lame/A un giorno dalla scadenza, la
Regione ancora non prende una decisione
Discarica, altra proroga all’orizzonte
Verzaschi si difende: non è colpa nostra, la
Provincia è in ritardo
di RAFFAELE CALCABRINA
La discarica di Frosinone doveva chiudere i battenti domani. Con ogni
probabilità resterà aperta. Si profila quindi l’ennesima proroga per via Le
Lame. Un sito che doveva essere utilizzato, per far fronte all’emergenza
rifiuti, in attesa dell’apertura della discarica, fino al 6 aprile scorso.
Tuttavia l’ordinanza è stata prorogata per ben due volte il 30 giugno e il 15
dicembre.
Il sindaco del capoluogo, Domenico Marzi, per scongiurare la nuova proroga, ha
scritto l’altro ieri una lettera al presidente Storace, accusando la Regione
di inadempienze e invitando lo stesso Storace e l’assessore all’Ambiente
Marco Verzaschi a mangiare il panettone davanti alla discarica di via Le Lame.
Verzaschi, prende tempo: «Stiamo valutando le varie possibilità - replica l’assessore
-. Certo c’è l’ipotesi di una nuova proroga, ma anche quella di trasferire
i rifiuti fuori provincia». Dove? A Colleferro o a Malagrotta? «A Malagrotta
non è possibile, e anche l’ipotesi di Collefero mi pare complicata.
Vedremo».
Secondo Marzi, la Regione non «assume gli atti dovuti per legge» in
riferimento alla scelta della commissione tecnica di individuare a Valcatora la
sede della discarica provinciale. «La Regione assume gli atti dovuti secondo la
legge - ribatte Verzaschi -. La Regione ha ricevuto solo a settembre dalla
Provincia l’indicazione del sito della discarica. I tempi tecnici vanno
rispettati: l’iter comunque è partito. Domani (oggi, ndr) il comitato tecnico
scientifico ambientale avrà una prima riunione. Ci sono degli organi che
valuteranno la proposta della Provincia. Inoltre la Regione ha approvato una
mozione che la impegna a verificare l’esistenza di tutte le condizioni per
aprire la discarica».
Frosinone protesta: la discarica non la vuole più. «Chiedete al consorzio del
Basso Lazio come mai Frosinone ancora non paga debiti, che ammontano a oltre 500
milioni. Il capoluogo ha il suo fastidio, ma è un fastidio ben remunerato.
Certo a nessuno fa piacere avere una discarica sotto casa, ma a Frosinone una
discarica c’era già. Non l’abbiamo aperta mica noi».
Una commissione regionale ha indicato Valcatora come sito idoneo per la
discarica. «Vorrei sgomberare il campo da un equivoco che va avanti da tempo.
La commissione è provinciale, non regionale: è presieduta da un esponente
provinciale. Ma il problema è che non è stata pianificata la politica di
rifiuti. Perché Marzi non chiede alla vecchia amministrazione regionale perché
non ha approvato il piano dei rifiuti? Noi le nostre responsabilità ce le
stiamo prendendo. Tant’è che il piano regionale dei rifiuti sarà approvato
nelle prossime settimane».
A quando la definitiva soluzione del problema? «Molto presto. Intanto lunedì
in commissione approveremo, nel piano a stralcio, la riapertura sperimentale di
San Vittore. Una volta entrato in funzione San Vittore, il problema della
discarica sarà residuale. Solo il 35% dei rifiuti, infatti, sarà destinato in
discarica», conclude Verzaschi.
Martedì 11 Dicembre 2001
L’assessore regionale ha espresso soddisfazione per l’elezione
del Cda del "Consorzio Basso Lazio"
Rifiuti, vertice Fardelli-Verzaschi
«E’ stato un incontro franco, leale. E’ stata soprattutto l’occasione
per fare il punto della situazione in Ciociaria». Cesare Fardelli, presidente
del Consorzio Basso Lazio (che assicura il servizio di raccolta e smaltimento
dei rifiuti in 70 Comuni della provincia di Frosinone) è soddisfatto dopo il
faccia a faccia con l’assessore regionale all’Ambiente, Marco Verzaschi che,
a sua volta, ha epresso soddisfazione per la recente elezione del Cda che
governerà il Consorzio. Nel corso dell’incontro si è parlato della scadenza
del 15 dicembre; per quella data scade infatti l’ordinanza con la quale il
presidente della Regione, Francesco Storace, ha consentito di depositare nella
discarica di Frosinone i sovvalli (i rifiuti inerti, ossia la parte residua del
processo di trasformazione attuato presso lo stabilimento di Colfelice).
La discarica di Frosinone (in via Le Lame) è ormai prossima all’esaurimento,
per cui lo scottante problema rischia di esplodere in tutta la sua
drammaticità. Certo, al momento l’ipotesi più probabile è che il 15
dicembre il presidente della Regione Storace conceda una proroga. Ma Giuliano di
Roma?
E’ ben noto, infatti, che tra tutti i siti individuati in provincia, quello di
Giuliano (a parere di una commissione di tecnici) è risultato il più idoneo ad
ospitare una discarica. Ma al momento il progetto è fermo negli uffici
regionali in attesa del parere geologico. Insomma, i rifiuti stanno per tornare
prepotentemente di stretta attualità. «Ecco perché - aggiunge Cesare Fardelli
- mercoledì (domani) incontrerò di nuovo l’assessore Verzaschi. E dopo l’elezione
del Consiglio di amministrazione del Consorzio, voglio che tutti i membri
prendano stretti contatti con l’assessore che ha mostrato grande
disponibilità affinché si giunga ad una soluzione rapida di questo problema.
Quindi, per ogni programma futuro, procederemo in stretto accordo: Regione e
Consorzio insieme. E insieme concorderemo ogni passo».
Insomma, si ha la netta sensazione che insieme, Regione e Consorzio, stiano
sulla buona strada per affrontare il delicato problema dei debiti del Consorzio.
Un debito, in verità, che ha radici lontane e che risale al periodo 1996-2000
in cui il Consorzio era guidato da un commissario nominato dalla Regione. Un
debito che si aggira sui 27 miliardi e che ora è caduto sui bilanci dei Comuni
consorziati.
Sabato 8 Dicembre 2001
GIULIANO DI ROMA
La discarica incombe, il vice sindaco
si dimette: «Occorre uno scossone»
di MARZIA FELICI
Si fa sempre più teso il clima a Giuliano di Roma. A complicare la situazione
già pesante per l'imminenza delle decisioni relative al destino di Valcatora,
si sono aggiunte le dimissioni a sorpresa del vicesindaco del paese Iginio
Lampazzi. "Mi sono dimesso soprattutto per dare uno scossone alla
maggioranza- spiega Lampazzi- Giuliano ha bisogno di molte cose e bisogna essere
più dinamici. Il mio atto deve essere interpretato dall'amministrazione come un
campanello d'allarme, voglio far capire che bisogna agire concretamente in tutte
le direzioni, ma con questo non intendo assolutamente fare polemiche sulla
gestione del problema discarica". Ma le dimissioni di Lampazzi non sono
state accettate dal primo cittadino: «Capisco le sollecitazioni di Lampazzi ad
agire - spiega il sindaco Antonio Torella- ma purtroppo il pericolo incombente
della discarica e gli inevitabili problemi economici non ci permettono di fare
molto per il paese. Non ho accettato le sue dimissioni perchè ritengo che sia
una persona di cui l'amministrazione di Giuliano ha bisogno e che personalmente
stimo e rispetto per il lavoro svolto con dedizione in questi anni. Non mi resta
che rinnovare la piena fiducia nei suoi confronti augurandomi che tutto si
risolva per il meglio e in tempi brevi».
Sabato 1 Dicembre 2001
RIFIUTI/LE PROMESSE DEGLI ASSESSORI
Pressing sulla Regione
di RAFFAELE CALCABRINA
«Abbiamo deciso di provare a gestire insieme la questione rifiuti, che
coinvolge la Provincia e tutti i comuni ciociari». Così Francesco Scalia,
presidente della Provincia, spiega la scelta di attribuire quattro posti nel Cda
del consorzio di Colfelice ai sindaci di centro-destra e altrettanti a quelli
dell’Ulivo. Il consiglio d’amministrazione sarà rappresentato per la Casa
delle libertà da Benito Savo (sindaco di Torrice), Bruno Scittarelli (Cassino),
Enzo Ganino (Sora) e Antonio Corsi (Sgrugola), mentre per l’Ulivo da Danilo
Campanari (Veroli), Antonio Cinelli (Monte San Giovanni), San Giorgio a Liri
(Achille Migliorelli) e Tonino Borsa (Castro dei Volsci).
«Il problema va affrontato senza lasciarsi condizionare dalla divisioni
politiche» continua Scalia. Una scelta, quella di allargare la partecipazione
nel Cda del consorzio, dettata anche dalla necessità di ripianare l’enorme
debito, oltre 27 miliardi, del consorzio stesso. Debito accumulato nel periodo
1996-2000, quando era gestito da un commissario della Regione. «Stiamo
lavorando anche per questo. Una parte del debito (7,9 miliardi) è dovuto all’arbitrato
relativo alla costruzione dell’impianto di Colfelice». A proposito di
emergenza il 15 dicembre scade la proroga dell’ordinanaza per l’uso
discarica di Frosinone. «Il problema è della Regione, tant’è che l’ultima
ordinanza l’ha firmata il presidente Storace. Al al momento è probabile un’ulteriore
proroga», conclude Scalia.
«Terremo in considerazioni le richieste dei sindaci per il ripianamento dei
debiti del consorzio - dice Anna Teresa Formisano, assessore regionale ai
Servizi sociali -. Mi farò carico in modo pressante della questione in quanto
ritego giuste le lementale dei sindaci. Sono comunque soddisfatta dell’intesa
ragiunta per il consorzio, un organo di questa importanza deve funzionare al
meglio».
«La Casa delle libertà non può tirarsi indietro dalla questione rifiuti ed in
tal senso va vista la nostra presenza nel Cda - afferma l’assessore regionale
all’Agricoltura Antonello Iannarilli -. È chiaro che se la Provincia avesse
compiuto un atto di prevaricazione, riservando al centro sinistra tutti i posti
nel Cda del cosorzio, se ne sarebbe assunta la responsabilità. Per quanto
riguarda la discarica poi entro due mesi andrà trovata una soluzione
definitiva. Intanto come Regione abbiamo approvato una mozione per controllare
quanto è stato fatto a Valcatora».
Su questo argomento parla anche Antimo Simoncelli, assessore provinciale all’Ambiente.
«Si tratta di un fatto positivo perché è teso a dare ulteriori certezze. Una
volta scelta la sede della discarica è necessario, infatti, fugare tutti i
dubbi. Per quanto riguarda il Cda del consorzio non si tratta di un
"inciucio", ma semplicemente della volontà di coinvolgere tutte le
forze politiche». Un lavoro, concordano i consiglieri regionali, fatto di
mediazione e certosine cuciture. «Un buon lavoro - concludono- di cui va dato
atto al presidente del Consorzio, Cesare Fardelli».
Venerdì 30 Novembre 2001
In porto l’opera di mediazione di Fardelli
Consorzio rifiuti, sul Cda intesa tra
sinistra e destra
Dopo una certosina opera di mediazione e di cucitura, Cesare
Fardelli, presidente del Consorzio "Basso Lazio" (che gestisce lo
smaltimento dei rifiuti in Ciociaria) è riuscito a varare il nuovo Consiglio di
Amministrazione dell’ente. Un’operazione che segna una svolta, nella storia
del Consorzio dove, fino a pochi anni fa, non si riusciva ad organizzare nemmeno
una semplice riunione tra sindaci.
Otto i membri eletti (per il centrosinistra): il sindaco di Veroli (Danilo
Campanari), il sindaco di Monte San Giovanni (Antonio Cinelli), il sindaco di
San Giorgio a Liri (Achille Migliorelli) e il sindaco di Castro dei Volsci
(Tonino Borsa).
E ancora (per il centrodestra): il sindaco di Cassino (Bruno Scittarelli), il
sindaco di Sora (Enzo Ganino), il sindaco di Sgurgola (Antonio Corsi) e il
sindaco di Torrice (Benito Savo).
A questi otto nomi si aggiungono, poi, i membri di diritto: ossia il presidente
Cesare Augusto Fardelli (nominato appena 10 mesi fa dal presidente dell’Amministrazione
Provinciale, Francesco Scalia) e i sindaci di Colfelice (quale Comune che ospita
lo stabilimento di riciclaggio) e il sindaco di San Vittore (quale Comune che
ospita il termocombustore).
Soddisfatto, a fine lavori, il presidente Cesare Augusto Fardelli che, da tempo,
stava lavorando per l’elezione di un Consiglio di amministrazione che
coinvolgesse le diverse forze politiche: «Il problema dei rifiuti è un
problema di tutti. Che va ben al di là delle colorazioni politiche. Prossimo
impegno, ora, prendere precisi accordi con la Regione per l’azzeramento dei
debiti preesistenti».
I debiti cui fa riferimento il presidente Fardelli sono quelli relativi al
servizio svolto dal 1996 al 2000, quando cioè il Consorzio era commissariato.
In particolare, le quote attribuite dal Consorzio ai singoli Comuni
rappresentano il debito complessivo dell'ex Consorzio nei confronti della Reclas
Spa (la società che gestisce l'impianto per lo smaltimento dei rifiuti a
Colfelice) ed ammonta (per il periodo 1996-2000, appunto) a circa 27 miliardi.
Tutti i rappresentanti politici hanno infine firmato un Accordo Politico
Programmatico nel quale dichiarano «la piena assunzione di responsabilità
nella gestione provinciale dello smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani», «nella
visione del più ampio coinvolgimento istituzionale e politico programmatico».
Infine si impegnano «i Consiglieri Regionali eletti in Provincia ad
adoperarsi per l’inserimento nel prossimo Bilancio Regionale di apposito
capitolo, finalizzato al risanamento economico delle passività pregresse del
Consorzio determinate dalla costruzione dell’impianto di Colfelice e dalle
diverse emergenze avutesi fino ad oggi». Eletto il nuovo Consiglio di
Amministrazione, i sindaci hanno commentato:
Savo: «E ora pensiamo alla discarica»
«È stata fatta una scelta per garantire maggior rappresentatività al
Consorzio - dice l’onorevole Benito Savo, sindaco di Torrice -. Il nuovo Cda
dovrà per prima cosa verificare la vecchia spesa del consorzio (evidente l’allusione
al periodo 1996-2000 quando l’ente era guidato da un commissario nominato
dalla Regione), una spesa che va ripianata con gravi sacrifici da tutti i
comuni». Come pensate di intervenire? «Trovando una discarica vicino a
Colfelice e non certo a Giuliano di Roma. Altrimenti in Ciociaria i rifiuti li
facciamo solo viaggiare con conseguente aumento dei costi. La Provincia poi deve
fare una politica più seria dei rifiuti e non delegare tutto alla Regione»,
conclude Savo.
Ganino: «Ora il Consorzioha un peso maggiore»
«La voce del consorzio ora peserà di più - garantisce Enzo Ganino, primo
cittadino di Sora -. Tutta la provincia avrà un interlocutore comune sul fronte
della politica dei rifiuti. Si è deciso per l’assunzione di una
responsabilità allargata: il centro sinistra ha più sindaci sul territorio e
poteva anche tenere per sè tutti i posti nel Cda, ma sui rifiuti più si è
uniti e problemi si risolvono. Occorre poi tener d’occhio il bilancio. Il
comune di Sora, infatti, per ripianare il debito del consorzio dovrà sborsare
una cifra attorno ai 2 miliardi di lire».
Scittarelli: «Busseremo
insieme alla Regione»
«L’obiettivo è far funzionare al meglio il Consorzio - dice il sindaco
di Cassino Bruno Scittarelli -. Si è raggiunta un’intesa col centro-sinistra
anche per chiedere sostegno alla Regione. I problemi li conosciamo tutti,
pertanto sin dalla prima riunnione del Cda cercheremo di individuare le
priorità e intervenire subito. C’è anche la questione del termocobustore,
bisogna vedere se ci saranno i presupposti per metterlo in funzione».
Corsi: «Il Consorzio
si rimetterà in moto»
«Il passo indietro che ha fatto il centro sinistra, concendoci quattro
posti nel consorzio - dice il sindaco di Sgurgola Antonio Corsi - permetterà di
trovare un’intesa e rimettere in moto il Consorzio. Il problema però non è
solo la discarica, ma come lavorare nella discarica una volta messa in funzione.
La discarica, insomma, non deve diventare solo un deposito, ma dovrebbe essere
in grado di produrre energia come avviene nelle discariche del nord Italia.
Inoltre vanno date garanzie certe al comune sul cui territorio nascerà la
discarica».
Articoli de "Il Messaggero" ed. Frosinone :
dal 3 novembre al 3
maggio 2001
dal 23 aprile 2001 al 2
marzo 2001
dal 28 febbraio 2001 al
12 febbraio 2001
dal 23 gennaio 2001 al 26 ottobre 2000
ultimi aggiornamenti
Vedi anche articoli de "il
Tempo" ed. Frosinone
dal
3 marzo 2001
Corriere
della Sera
www.villasantostefano.com
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