f ÷ c u, sm. fuoco con doppio significato: lu f÷cu, combustione, quello che Prometeo rub˛ agli dei per ridarlo ai mortali. Ju focu, il focolare domestico. I due sensi spesso si confondono. Il fuoco era il centro delle attivitÓ famigliari; su di esso si preparavano i cibi per i pasti, i decotti per malanni ecc. e davanti ad esso si raccoglieva d'inverno la famiglia a riscaldarsi, pregare, ricordare i tempi passati e raccontare favole e storielle ai piccoli, e quando la figlia di casa faceva all'amore ci si aggiungeva anche il fidanzato di lei, il quale poi quando se ne tornava a casa prendeva un tizzone dal fuoco per farsi luce per strada e protezione contro cani randagi e lupupunÓri. Era la madre che tutte le mattine appiccÚua ju f÷cu e tutte le sere gljĺarammurÚua coprendolo con la cenere quando tutti erano andati a dormire. Per antica tradizione, il fuoco veniva spento quando c'era il morto in casa e riacceso solo dopo la sepoltura. Prov.: └qua j f÷cu ntr˛unu l÷cu, allagamenti ed incendi son difficili da controllare; un altro prov. che si riferiva alla natura umana avvertiva di non mÚtta lu focu ucÝnu allu capirchju, la donna troppo vicina all'uomo fa divampare la passione. Una volta si credeva che se, seduti al focolare, una fiamma si metteva a soffiare per un vuoto d'aria nel ceppo ardente, era certo che qualche malalÚngua stava parlando male di uno dei presenti. Per secoli, ju f÷cu Ŕ stato utilizzato come unitÓ di esazione fiscale, ju fucÓticu, cioŔ la tassa di famiglia. Tra le ricorrenze religiose all'inizio del nuovo anno, c'era la festa di S. Antonio Abate quando in chiesa si esponeva una antichissima statua lignea del santo annerita da secoli di fumo di candele ed i ragazzi facevano il giro del paese chiedendo alla gente LÚna pe Sant'Ant˛nju, con le quali si accendeva poi in piazza nu bj÷glju f÷carÓccju, benedetto dal prete durante la processione, e dal quale la gente del paese si portava a casa un p˛ di cenere devozionale per protezione contro lu f÷cu di Sant'Ant˛nju, cioŔ la herpes zoster. (Lat. focus).

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Dal "Lessico Paesano": dialetto, storia, vita, tradizioni ed usanze del popolo di Villa S. Stefano di Arthur Iorio

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