GIANCARLO BONOMO: Critico d'Arte
 

RECENSIONE: KRISHAN

Krishan è artista di quella Vita autentica che nasconde i suoi segreti più fascinosi aldilà dell’apparenza, nel luogo più scuro ed impensato: lo scrigno del nostro Cuore. Ogni cosa che parte da questo centro vitale pretende di essere indagata con la forza dell’Intelletto che non si rappresenta tanto nel pensiero incessante ed ingannevole, quanto in quella consapevolezza che ci fa sentire presenti nel progetto assoluto dell’universo. Il cammino di Krishan parte dunque da lontano, fin dalle nostre origini, a quei miti ancestrali che ispirano tutte le religioni e le filosofie. Sono significati semplici ma estremamente difficili da comprendere e possedere nella loro totalità. I suoi dipinti comunicano armonia compositiva, equilibrio di luce e di linea. Il tratto ricerca costantemente una rotondità che pare specchio del divenire cosmico, di quella verità simile ad un cerchio da cui tutto parte e ritorna. Non ci sono geometrie spigolose, angoli o asperità di segno. Ogni linea si estende e si ricongiunge seguendo una precisa direzione, come guidata da un ineluttabile fato; ogni elemento evocato si trova in complemento con l’insieme che comunica, nello sguardo finale, un senso di pacificazione interiore. I sogni colorati a tinte forti vivono e squadernano significati che sentiamo appartenenti nel profondo. Ecco i silenzi, le musiche, eppoi gli incantesimi. E le dualità che si conciliano, yin e yang che si rivelano polarità di un’unica dimensione che stiamo smarrendo, travolti dal chiasso tecnologico e dalle continue divisioni contemporanee. Il Silenzio ci fa paura, come il Vuoto, il Buio, l’ombra della luce. O come il fermarsi a guardare la vita da lontano. Queste perché abbiamo dimenticato le nostre radici e la missione umana. Krishan evoca simboli e misteri, miti, favole e quant’altro abbiamo perduto nelle strade dell’esistenza. Dentro le sue pitture del Cuore, avvertiamo il sussurro di quei segreti e l’abbraccio della natura universale madre e amica. Una verità della natura stessa che assume dolcissime sembianze umane ed esprime ciò che definiremmo Amore, ovviamente nel suo significato più sacro. Tanti volti per infinite espressioni, come frammenti di vera Luce celeste. La pittrice guarda ad Oriente, dove un tempo sorse il sole dell’antica conoscenza e laggiù pare ritrovarsi nell’intimo. Da quel mondo vicino e lontano ne riporta non solo i simboli, ma anche il gusto di un ricercato decorativismo che costituisce uno dei motivi caratteristici del suo stile. Con Krishan partiamo per un viaggio con il desiderio di ritornare poi con un Senso ritrovato, un filo di Arianna da seguire per sognare ancora nel teatro della Vita che corre.

Krishan, pseudonimo di Francesca Grassi, è nata a Trieste. Appassionata di musica e disegno artistico, inizia la sua ricerca raccontandosi con una serie di ritratti in bianco ed nero. Convinta nel profondo che l’arte possa sostituire la parola attraverso le immagini, dopo un periodo contemplativo trascorso in Austria ha l’occasione di visitare più volte l’India, paese che costituirà motivo di riflessione e svolta nella sua formazione interiore, nonché fonte di ispirazione artistica. Durante un viaggio in Germania entra in contatto con Carl W. Roehring, fondatore del naturalismo fantastico, che influenzerà la sua cifra stilistica. Attualmente collabora e studia ad Amburgo presso l’atelier che porta il nome del grande artista, e presta servizio presso una missione di recuperi fondi a favore dell’istruzione dei bambini indiani.

Giancarlo Bonomo - ottobre 2007

 
 
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