Krishan
è artista di quella Vita autentica che nasconde i suoi segreti più
fascinosi aldilà dell’apparenza, nel luogo più scuro ed impensato:
lo scrigno del nostro Cuore. Ogni cosa che parte da questo centro
vitale pretende di essere indagata con la forza dell’Intelletto che
non si rappresenta tanto nel pensiero incessante ed ingannevole,
quanto in quella consapevolezza che ci fa sentire presenti nel
progetto assoluto dell’universo. Il cammino di Krishan parte dunque
da lontano, fin dalle nostre origini, a quei miti ancestrali che
ispirano tutte le religioni e le filosofie. Sono significati
semplici ma estremamente difficili da comprendere e possedere nella
loro totalità. I suoi dipinti comunicano armonia compositiva,
equilibrio di luce e di linea. Il tratto ricerca costantemente una
rotondità che pare specchio del divenire cosmico, di quella verità
simile ad un cerchio da cui tutto parte e ritorna. Non ci sono
geometrie spigolose, angoli o asperità di segno. Ogni linea si
estende e si ricongiunge seguendo una precisa direzione, come
guidata da un ineluttabile fato; ogni elemento evocato si trova in
complemento con l’insieme che comunica, nello sguardo finale, un
senso di pacificazione interiore. I sogni colorati a tinte forti
vivono e squadernano significati che sentiamo appartenenti nel
profondo. Ecco i silenzi, le musiche, eppoi gli incantesimi. E le
dualità che si conciliano, yin e yang che si rivelano polarità di
un’unica dimensione che stiamo smarrendo, travolti dal chiasso
tecnologico e dalle continue divisioni contemporanee. Il Silenzio ci
fa paura, come il Vuoto, il Buio, l’ombra della luce. O come il
fermarsi a guardare la vita da lontano. Queste perché abbiamo
dimenticato le nostre radici e la missione umana. Krishan evoca
simboli e misteri, miti, favole e quant’altro abbiamo perduto nelle
strade dell’esistenza. Dentro le sue pitture del Cuore, avvertiamo
il sussurro di quei segreti e l’abbraccio della natura universale
madre e amica. Una verità della natura stessa che assume dolcissime
sembianze umane ed esprime ciò che definiremmo Amore, ovviamente nel
suo significato più sacro. Tanti volti per infinite espressioni,
come frammenti di vera Luce celeste. La pittrice guarda ad Oriente,
dove un tempo sorse il sole dell’antica conoscenza e laggiù pare
ritrovarsi nell’intimo. Da quel mondo vicino e lontano ne riporta
non solo i simboli, ma anche il gusto di un ricercato decorativismo
che costituisce uno dei motivi caratteristici del suo stile. Con
Krishan partiamo per un viaggio con il desiderio di ritornare poi
con un Senso ritrovato, un filo di Arianna da seguire per sognare
ancora nel teatro della Vita che corre.
Krishan, pseudonimo di Francesca Grassi, è nata a
Trieste. Appassionata di musica e disegno artistico, inizia la sua
ricerca raccontandosi con una serie di ritratti in bianco ed nero.
Convinta nel profondo che l’arte possa sostituire la parola
attraverso le immagini, dopo un periodo contemplativo trascorso in
Austria ha l’occasione di visitare più volte l’India, paese che
costituirà motivo di riflessione e svolta nella sua formazione
interiore, nonché fonte di ispirazione artistica. Durante un viaggio
in Germania entra in contatto con Carl W. Roehring, fondatore del
naturalismo fantastico, che influenzerà la sua cifra stilistica.
Attualmente collabora e studia ad Amburgo presso l’atelier che porta
il nome del grande artista, e presta servizio presso una missione di
recuperi fondi a favore dell’istruzione dei bambini indiani.
Giancarlo Bonomo - ottobre 2007