Giancarlo Bonomo, Critico d'Arte
OVERPLAY

Evento collaterale
55. Esposizione Internazionale d’Arte
La Biennale di Venezia
Il Palazzo Enciclopedico

 

Inversione del reale e punto zero


Sono fermamente convinto che le espressioni più adoperate, nell’attuale momento storico, siano la parola 'crisi' oppure 'condizione critica'. Per converso, paiono in via di estinzione parole come 'umanità', 'fiducia' oppure 'cooperazione', che pure nei tempi antichi rivestivano un significato fondamentale nelle strutture sociali. Ognuno di noi si sente pervaso da uno stato di estraneità ed alienazione verso il mondo circostante che, in qualche modo, compromette il naturale sviluppo della dimensione più autentica dell'Essere, quella del Cuore sacro. Ci siamo accorti – nell'era della comunicazione globale – che i potenti mezzi tecnologici creati per semplificarci la vita sono diventati, in realtà, delle perniciose armi di 'distrazione' di massa utili ad una lenta ma inesorabile deriva dell'Individualità che è la nostra Essenza. Abbiamo puntato tutto sulla tecnologia diremmo 'esteriore' identificabile nei nostri giocattoli elettronici per creare una rete di connessione che crediamo perfetta. Ma, purtroppo, abbiamo smarrito il collegamento con le nostre radici umane (l'origine del Senso) ed abbandonato quella ‘tecnologia interiore’ che tutti possediamo nell'intimo quale straordinaria facoltà che consente di sentirci tutti nel Tutto, nella perenne unione dei tre regni: fisico, mentale e spirituale.

Nella tradizione dell’arte figurativa, proprio nel momento di una crisi che manifesta i primi sintomi lontani verso la secondo metà del '700, si delinea la figura del critico (il cui termine deriva proprio dall'etimo greco krisis da krino=io giudico) che interviene per analizzare, valutare e porre ordine quale ‘medico’ al capezzale del corpo dell'arte. Nasce l'Estetica moderna, la volontà di catalogare e fare ordine. Un'esigenza che si farà sentire ancor di più nei secoli a venire, con le rivoluzioni post-figurative che avrebbero totalmente scardinato i canoni della rappresentazione tradizionale.

Oggi, all'insegna del 'tutto è possibile' e 'tutto può essere arte’, siamo necessariamente chiamati a maturare uno spirito critico collettivo attraverso una coscienza vigile. Per dirla con un'espressione tanto usata (ed abusata) è tempo di scendere in campo, noi tutti, per evitare davvero che l'insensatezza distrugga quanto di buono la storia ha saputo insegnarci con impegno e dedizione. I testi religiosi dell'antichità scrivevano che dopo la crisi arriva l'Apocalisse, e forse la stiamo già vivendo. Ma, il significato originario del termine – lo studio delle radici ci riconduce davvero alla verità delle parole! - va interpretato correttamente. Apokalypsis, in greco, indica 'rivelazione'. Ed ora, la nostra insipienza contemporanea, i dissesti economici, politici, religiosi, il sociale che ci sta franando addosso, non ci stanno, forse, espressamente rivelando qualcosa? Cosa potrebbe ancora accadere di più esplicito?

'Overplay' parte da questo presupposto. Il progetto sollecita la consapevolezza che un gioco perverso è finito perché siamo giunti al punto zero e da qui dobbiamo ripartire per costruire il Mondo Nuovo sotto tutti i profili ma, principalmente, quello umanistico. Il novecento – specie nella seconda parte – è stato il secolo che ha umiliato e raso al suolo i valori del Bene, del Buono e del Bello (quindi del Vero) per concedere spazio esclusivo al credo scientifico e tecnologico dei cosiddetti 'poteri forti'. L'inizio del terzo millennio ha scosso violentemente tutte le fondamenta della Coscienza universale. I suoi valori devono essere rivisti qui ed ora, perché il tempo è già scaduto. 'Overplay', attraverso una ponderata ricognizione fra i secoli dell'età moderna – con opere-simbolo dei rispettivi periodi che ben si inquadrano con il tema di fondo della 55.Biennale, ovvero il ‘Palazzo Enciclopedico’ – vuol proporre una visione storica di sintesi ed una  comparazione sia estetica che antropologica nel tempo, fino alle inquietanti domande della sezione installativa 'Analysis' dove ci si interroga sul senso di una rappresentazione della contemporaneità che appare senza direzione.

E’ tempo di mettere in discussione il senso delle continue parate di immagini o delle spettacolose provocazioni di cartapesta che, invertendo il senso della realtà, hanno – il più delle volte – solamente procurato uno shock visivo fine a se stesso. Forse è giunto il momento di un recupero del gusto contemplativo e di una nuova cultura profondamente umana (non identificabile con alcuna dottrina prestabilita) che sorga dal Silenzio attivo e dall’attenzione costruttiva volta al proprio Sé interiore. In questa ottica, gli artisti non devono rischiare di diventare dei 'revenant', dei morti-viventi che si aggirano fra le rovine di una società sfinita e disillusa, in cerca di improbabili consensi. Il rischio è concreto e non va sottovalutato. 'Overplay', in definitiva è anche questo: un potente richiamo al Valore primigenio del 'fare per conoscere', ovvero un ritorno alla dignità etica ed estetica di una dimensione assoluta che ha saputo – attraverso il processo della creazione – avvicinare l'uomo alla sua parte più intima ed autentica.

Giancarlo Bonomo

 
 
 

www.villasantostefano.com

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