COMUNE DI GIULIANO DI ROMA

(FROSINONE)


STUDIO GEOMORFOLOGICO E IDROGEOLOGICO DELL'AREA INDIVIDUATA DALLA PROVINCIA DI FROSINONE PER LA REALIZZAZIONE DI UNA DISCARICA DI RIFIUTI DI PRIMA CATEGORIA

(Località Colle S. Sebastiano)

RAPPORTO PRELIMINARE


Dott. Geol. Massimo Pietrantoni - Via Imperia 2 - 00161 ROMA - 0644230137/5 studio.olivero@flashnet.it


INDICE

1 PREMESSE

2. CARATTERI GEOMORFOLOGICI

2.1 INQUADRAMENTO GEOLOGICO GENERALE

2.2 CARATTERISTICHE GEOLOGICHE DEL SITO

2.3 CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE

3. SITUAZIONE IDROGEOLOGICA

4.CONCLUSIONI

4.1 RIFERIMENTI LEGISLATIVI

4.2 IDONEITÀ DEL SITO

BIBLIOGRAFIA SINTETICA

APPENDICE

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

ALLEGATO CARTA GEOLOGICA


 

1. PREMESSE

Dal Comune di Giuliano di Roma è stato affidato allo scrivente l'incarico di esaminare le condizioni geomorfologiche e idrogeologiche del sito individuato dalla Provincia di Frosinone per la realizzazione di una discarica di rifiuti di prima categoria. Il sito ricade nel settore meridionale del territorio comunale di Giuliano di Roma, in località Colle S. Sebastiano, riportato al foglio catastale n. 37, mappali n. 24-25-254-155-20-151-157-19 (v. fig. 1).

Il sito è stato considerato idoneo "dal punto di vista ambientale - geologico - economico " dalla Commissione di specialisti nominata dalla Provincia di Frosinone (v. ordinanza della Provincia n. 2/2000 del 25.10.2000).

Al momento non si è a disposizione dei risultati dello studio geologico effettuato dalla Provincia nè delle eventuali indagini di sottosuolo, prescritte dalle normative e necessarie per la localizzazione delle discariche.

Nella presente Relazione vengono quindi esposti i risultati dello studio preliminare basato sulle informazioni al momento disponibili.

Per l'esame delle caratteristiche geomorfologiche del territorio, è stata effettuata l'interpretazione delle foto aeree e sono stati condotti specifici accertamenti per mezzo di rilievi geologici di superficie.

Sono stati utilizzati inoltre i dati di letteratura e i risultati di precedenti studi, elencati in Bibliografia.

Viene allegata alla Relazione la carta geologica ricavata dall'insieme dei dati acquisiti in questa fase di studio.


 

2. CARATTERI GEOMORFOLOGICI

2.1 Inquadramento geologico generale

Dal punto di vista geologico, il territorio di Giuliano di Roma ricade nel. settore conosciuto in letteratura con il termine di "Piattaforma carbonatìca laziale-abruzzese". Le rocce che formano i rilievi montuosi e il substrato del territorio comunale, sono costituite infatti da calcari del Cretacico superiore.

Per effetto dei movimenti tettonici connessi con l'orogenesi appenninica, le rocce calcaree della Piattaforma sono state sollevate e ruotate rispetto all'originaria posizione stratigrafica. Nelle fasi finali dell'orogenesi appenninica, nel settore compreso tra Giuliano di Roma, Villa S. Stefano e Prossedi, si è formata una depressione intrappenninica ("bacino di Giuliano di Roma") colmata, durante il Miocene, da sedimenti terrigeni messi in posto per fenomeni di "colamenti sinsedimentari ".

I sedimenti che hanno colmato il bacino, noti in letteratura con il termine "Argille caotiche", costituiscono una formazione geologica molto diffusa" nell'Appennino centro-meridionale.

La formazione, costituita da argilliti marnose di vario colore, con intercalati strati calcarei, calcareo-marnosi e arenacei, è caratterizzata da una struttura disordinata, fino a caotica, a causa degli eventi tettonici e delle modalità di messa in posto (faglie, pieghe, colamenti sinsedimentari) che hanno scompaginato l'assetto originario regolarmente stratificato.

Durante il Quaternario, in seguito all'impostazione di un profondo reticolo idrografico, si sono formati potenti accumuli di sedimenti alluvionali, prevalentemente ghiaiosi. Tali sedimenti sono stati successivamente reincisi dal più recente reticolo idrografico e affiorano attualmente a varie altezze sui versanti (depositi alluvionali terrazzati).

In seguito alla fase tettonica più recente, di tipo distensivo, si è formato nella zona un importante sistema vulcanico (vulcanismo ernico) rappresentato da numerosi centri eruttivi che hanno dato luogo all'emissione di prodotti piroclastici e lave.

2.2 Caratteristiche geologiche del sito

Nel contesto geologico generale delineato nel paragrafo precedente, la situazione del settore di territorio in esame può essere così sinteticamente riassunta (v. per riferimento la carta geologica allegata).

Le rocce calcaree del substrato costituiscono la dorsale collinare che si estende, da nord a sud, da Cesa Rustica verso Colle Fomaro. Affiorano inoltre nelle zone di fondovalle del Fosso di Giuliano di Roma e sul versante di Prossedi. Le "Argille caotiche" costituiscono invece la parte inferiore dei versanti della valle di Cesa Rustica e altri settori di territorio a est di Colle S. Sebastiano. I prodotti piroclastici (per semplificazione raggnippati in un unico complesso costituito , da tufi, scorie e lapilli, emeriti, lave) formano le dorsali di Colle S. Sebastiano e Colle Fomaro e affiorano estesamente nei rilievi collinari a nord-est del sito in esame. Nelle aree di compluvio maggiormente incise (Cesa Rustica, valle della Sorgente Varca Dora) sono presenti depositi colluviali a grana prevalentemente limo-argillosa, di recente messa in posto.

Nella piana compresa tra Colle S. Sebastiano e Colle Fomaro sono presenti "terre rosse" residuali, a costituzione limo-argillosa.

I depositi alluvionali ghiaiosi terrazzati formano invece i fianchi della valle del Fosso di Giuliano di Roma.

Sul fondo della valle sono presenti depositi alluvionali di recente messa in posto a costituzione prevalentemente ghiaiosa.

2.3 Caratteristiche morfologiche

II sito individuato è ubicato nel settore meridionale del territorio comunale di Giuliano di Roma, nell'area di compluvio compresa tra le dorsali di Colle S. Sebastiano a est e Cesa Rustica a ovest (v. foto 1 e carta geologica allegata).

L'area di compluvio ha una larghezza di circa 100 m e si estende con pendenze molto blande in direzione SSW, verso l'area di fondovalle del Fosso di Giuliano di Roma.

Poco valle del sito, l'area di compluvio si raccorda con un'ampia area pianeggiante (v. foto 2) delimitata a ovest dalla lunga dorsale collinare di Cesa Rustica, a sud da Colle Fomaro e a nord da Colle S. Sebastiano. Verso nord-est la piana si raccorda con la valle della Sorgente Varca Dora (v. carta geologica allegata).

 

Le caratteristiche morfologiche della piana sono riconducibili a quelle di una "conca endoreica". La piana infatti non presenta sbocchi verso valle a causa della presenza di una blanda dorsale in corrispondenza di Colle Fornaro, che separa la conca stessa dalla profonda incisione torrentizia che confluisce nella valle del Fosso di Giuliano di Roma.

Come è noto, le conche endoreiche costituiscono forme morfologiche tipiche dei territori carsici. Le conche si formano in corrispondenza delle zone in cui le acque meteoriche si convogliano per infiltrarsi nel sottosuolo calcareo attraverso il complesso sistema di condotti carsici (doline, inghiottitoi, ecc..).

Nella conca sono presenti depositi residuali ("terre rosse") originatisi per processi di dissoluzione e deposizione degli elementi insolubili delle rocce carbonatiche. Tra le terre sono inglobati frammenti e blocchi isolati di rocce calcaree con evidenti segni di dissoluzione carsica (v. foto 2).

La piana è di frequente interessata da fenomeni di alluvionamento, presumibilmente dovuti alle difficoltà di smaltimento delle piene dei torrenti che sfociano nella piana.

Le caratteristiche carsiche del territorio sono confermate dalla presenza dell'importante sistema di grotte e cavità carsiche presenti nel sottosuolo dell'area esaminata, 500 m circa a sud del sito individuato per la discarica, al piede del versante sinistro della valle del Fosso di Giuliano di Roma.

In tale zona è presente l'ingresso di una caverna carsica (v. foto 3 e 4) denominata Grotta degli Ausi (nota anche come Grotta degli Osi o Buco dell'Ovo) perlustrata dai Gruppi speleologici che hanno potuto accertare uno sviluppo complessivo della rete di cavità carsiche di 1660 m e un dislivello di 300 m. (1)

Al momento dei rilievi l'ingresso della grotta era inaccessibile per la presenza di una notevole fuoriuscita di acqua (v. foto 4).

(1) Dati raccolti dal sito intemet della Federazione Speleologica del Lazio


 

3. SITUAZIONE IDROGEOLOGICA

Nel quadro geologico-strutturale e geomorfologico delineato nei precedenti capitoli, e tenuto conto delle caratteristiche di permeabilità delle formazioni presenti nel sottosuolo, la situazione idrogeologica dell'area esaminata può essere schematizzata come segue.

La formazione calcarea presente in affioramento e nel sottosuolo dell'area esaminata, è dotata di una permeabilità, per fratturazione e carsismo, in media molto elevata e costituisce nella zona un importante "acquifero".

Nelle grandi linee, la circolazione idrica sotterranea può essere schematizzata nel modo seguente: alla sommità dei rilievi calcarei una porzione notevole delle acque di scorrimento riesce a penetrare nel sottosuolo attraverso le numerose fessure e gli inghiottitoi che caratterizzano le rocce in affioramento e si muove poi nell'ammasso roccioso con un percorso prevalentemente verticale attraverso un reticolo carsico variamente configurato e distribuito al suo interno, fino a confluire nella falda idrica "di base".

Sullo sviluppo e sulla distribuzione dei condotti carsici nel sottosuolo, ad eccezione di alcune grotte conosciute, non si hanno informazioni sicure.

In linea generale, per analogia con altri distretti carsici più noti, è da ritenere che la circolazione idrica nel sottosuolo si concentri in singole vie preferenziali (fessure, condotti) che mettono in comunicazione tra loro cavità e "camere" di varia ampiezza, probabilmente in qualche caso collegate tramite percorsi a sifone.

La falda idrica "di base" alimenta una serie di sorgenti localizzate nella valle dell'Amaseno. Nell'area compresa tra Giuliano di Roma, Prossedi e Amaseno sono segnalate importanti sorgenti che complessivamente hanno portate di alcuni m3/sec.

Tra le varie sorgenti presenti in questa zona si possono segnalare le seguenti, ubicate in zone limitrofe al sito individuato per la discarica (v, anche carta geologica allegata).

Le sorgenti di tipo "lineare", costituite da una serie di emergenze nell'alveo del Fosso di Giuliano di Roma a quota 60 m s.m. circa, poco a valle della confluenza del Fosso Serrafica; al momento dei rilievi sono state rilevate numerose polle sorgive dal greto asciutto del fiume (v. foto 5).

La sorgente ubicata a quota 65 m s.m. circa, in corrispondenza della Grotta degli Ausi già citata, al piede della dorsale calcarea di Cesa Rustica (v. foto 3 e 4). Al momento dei rilievi, dall'ingresso della cavità carsica è stata rilevata una importante fuoriuscita di acqua (v. foto 4), della portata stimata dell'ordine di alcune decine di l/s. La sorgente dovrebbe corrispondere alla Sorgente Volaga (n. 78) riportata nello studio idrogeologico [4] citato in Bibliografia. In tale studio è segnalata una portata di 100 l/s (v. estratti della citata Pubblicazione raccolti in appendice 1). Dall'uscita della cavità si origina un piccolo torrente (v. foto 3) che confluisce, circa 500 m più a valle, nel Fiume Amaseno.

Altre emergenze di notevole importanza sono segnalate in corrispondenza del Fiume Amaseno, sia come sorgenti "lineari" lungo l'alveo, sia come emergenze localizzate in corrispondenza di cavità carsiche analoghe a quella descritta in precedenza. Una di tali emergenze, ubicata nella zona di confluenza del Fosso di Giuliano di Roma nel Fiume Amaseno, dovrebbe essere compresa nel gruppo di sorgenti segnalato nella letteratura specifica con il termine di Gruppo Fiumicello (v. studi [3] e [4]), della portata complessiva superiore ad un m3/sec (v. appendice 1 e 2).

Tenuto conto della portata complessiva delle sorgenti è da ritenere che le aree di alimentazione di queste abbiano una notevole estensione areale e che quindi possano essere rappresentate sia dalle zone di affioramento delle rocce calcaree a monte delle emergenze (Monte Sisemo e altri rilievi calcarei presenti nella valle, colle S. Martino, ecc.), sia dai terreni permeabili che coprono le rocce calcaree stesse (piroclastiti, alluvioni ghiaiose, terreni detritici).

Per una corretta definizione del bacino idrogeologico che alimenta le sorgenti sarebbe ovviamente necessario uno studio più esteso di quello eseguito in questa sede che in ogni caso esula dagli scopi di tale esame preliminare del sito.

*****

Una circolazione idrica secondaria avviene nell'ambito dei terreni piroclastici, dotati di permeabilità variabile, ma generalmente elevata per fessurazione (nelle porzioni litoidi) e per porosità.

A tale circolazione idrica è riconducibile la sorgente di Varca Dora, ubicata 800 m circa ad est del sito in esame. L'emergenza trae origine dalla circolazione idrica nei terreni piroclastici, tamponati dalle "Argille caotiche" presenti nel sottosuolo (v. carta geologica). Altre sorgenti di questo tipo, di carattere stagionale, sono presenti a monte del sito in esame.


 

4. CONCLUSIONI

4.1 Riferimenti legislativi

II testo di riferimento in materia di Rifiuti è rappresentato dal D. Lgs 5 Febbraio 1997, n. 22

("decreto Ronchi") attuativo delle direttive 91/156/CEE, oggetto poi di ulteriori modifiche

ed integrazioni (D. Lgs 8 Novembre 1997, n. 389; Legge 9 dicembre 1998, n. 426).

Nella Dir. CEE 31 del 26 aprile 1999 vengono definiti (allegato I) i requisiti generali per

tutte le categorie di discariche.

In particolare, per quanto riguarda l'ubicazione, si devono prendere in considerazione i seguenti fattori (vengono di seguito elencati solo quelli di pertinenza geologica):

(a) l'esistema di acque freatiche e costiere e di zone di protezione naturale nelle vicinanze,

(b) le condizioni geologiche e idrogeologiche della zona:

(e) il rischio di inondazione, cedimento, frane o valanghe nell'area della discarica;

(d) la protezione del patrimonio naturale o culturale della zona.

La discarica può essere autorizzata solo se le caratteristiche del luogo, per quanto, riguarda i fattori summenzionati o le misure correttive da adottare indicano che la discarica non costituisce un grave rischio ecologico.

4.2 Idoneità del sito

Sulla base delle caratteristiche geomorfologiche e idrogeologiche del settore di territorio esaminato, descritte nei capitoli precedenti, si possono elencare i seguenti punti che hanno importanza nei riguardi della valutazione dell'idoneità del sito.

II sito è ubicato in una zona carsica, ai margini di una "conca endoreica" ubicata a monte e a poca distanza (meno di 500 m) da una delle più importanti zone sorgentizie del bacino dell'Amaseno e dall'importante distretto carsico della "Grotta degli Ausi".

Eventuali infiltrazioni di fluidi contaminanti nel terreno si immetterebbero nel sistema di condotti carsici presenti nel sottosuolo e raggiungerebbero, in tempi molto rapidi, le acque dell'importante falda idrica.

Tenuto conto della vicinanza delle sorgenti e delle caratteristiche carsiche della zona, anche una eventuale impermeabilizzazione del fondo della discarica non potrebbe garantire l'integrità delle falde acquifere nell'ipotesi di infiltrazioni incontrollate di fluidi contaminanti. I tempi di infiltrazione nel sottosuolo sarebbero infatti così rapidi da non permettere l'esplicarsi dei fenomeni di "autodepurazione" normalmente svolti dai terreni per i processi di scambio cationico.

Le sorgenti citate sono direttamente utilizzate per vari scopi e alimentano il Fiume Amaseno, le cui acque sono utilizzate per scopi irrigui nell'importante zona agricola della piana dell'Amaseno.

Le aree sorgentizie sono citate nei più importanti testi di Idrogeologia dell’Appennino centro-meridionale (v. bibliografia) e rivestono una notevole importanza per l'equilibrio ecologico della Valle dell'Amaseno. Una eventuale contaminazione delle sorgenti costituirebbe un grave danno ecologico.

Il sito individuato è localizzato in una piana in cui sono segnalati frequenti fenomeni di esondazione dei torrenti che sfociano nella piana stessa.

Altri elementi, non di carattere specificamente geologico, caratterizzano il territorio. Tra questi vengono richiamati, per completezza di documentazione, quelli più significativi.

La Grotta degli Ausi è inserita nella lista dei siti con valori di importanza comunitaria del Lazio ai fini dell'inserimento nella rete ecologica europea "Natura 2000" - Direttiva 92/43/CEE (Deliberazione della Giunta Regionale 19 marzo 1996 n. 2146). Nella stessa lista è inserito il Fiume Amaseno.

Nella zona compresa tra la Grotta degli Ausi e la piana di Colle S.Sebastiano e Colle Formale sono stati rinvenuti reperti archeologici attribuiti ad insediamenti paleolitici oltre che resti di un abitato di età romana (studi effettuati da Albino Malachini).

In definitiva, sulla base dell'insieme dei dati esposti si evince con chiarezza che il sito proposto dalla Provincia di Fresinone sia da considerare, dal punto di vista geologico-ambientale, non idoneo per la realizzazione di una discarica di rifiuti di prima categoria e in evidente contrasto con le normative vigenti nel campo della tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini.

In particolare, le caratteristiche geomorfologiche e idrogeologiche del territorio non risultano conformi con i requisiti elencati nei punti a), b), e) e d) del precedente par. 4.1, richiamati nella Direttiva CEE 31 del 26 aprile 1999.

 

Roma, novembre 2000                 dott. Geol. Massimo Pietrantoni


DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

fig.1

foto 1

foto 3

foto 4

foto 5

foto 6

foto 2


BIBLIOGRAFIA SINTETICA

[1] ACCORDI B. (1964) - Lineamenti strutturali del Lazio e dell'Abruzzo meridionali. Mem. Soc. Geol. Ital. 4

[2] ACCORDI B. (1966) - La componente traslativa nella tettonica dell'Appennino laziale-abruzzese. Geol. Rom. 5

[3] BONI C., BONO P., CAPELLI G. (1986) - Schema idrogeologico dell'Italia centrale . Mem. Soc. Geol. Ital. 35

[4] CELICO P. (1978) - Schema idrogeologico dell'Appennino carbonatico laziale-abruzzese . Mem. e Note Ist. Geol. Appl. Napoli 15

[5] C.N.R. (1988) - Carta delle litofacies del Lazio-Abruzzo ed aree limitrofe . Progetto finalizzato "Geodinamica" - Monografie finali 5

[6] SERVIZIO GEOLOGICO D'ITALIA (1966) - Carta Geologica d'Italia, scala 1:100.000-Foglio n. 159, Frosinone

[7] UNIVERSITÀ' DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA" (1993) - Caratteri geologico strutturali .dell'area compresa tra Giuliano di Roma e Amaseno. Tesi di laurea del dott. Valerio Acocella. Relatore Prof. Renato Funiciello. Testo inedito

[8] COMUNE DI GIULIANO DI ROMA (1994) - Studio Geologico per il Piano Regolatore Generale. Dott. Geol. Franco Tassitano

 


 

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